Quando la fede si colora

28/01/16

Ranocchia in prestito alla Sampdoria

Altro prestito in orbita blucerchiata, dopo Dodô, ora è la volta di Andrea Ranocchia. Si, avete proprio capito bene, l’ex capitano lascia Milano, per ora fino a fine stagione, poi si vedrà.

Ranocchia, nato ad Assisi (Pg) il 16 febbraio 1988 non è riuscito a convincere Mancini che, dall’inizio della stagione gli ha preferito gli ultimi arrivati: Miranda e Murillo. Per questo motivo, in ottica Nazionale ed Europei del prossimo giugno in Francia, ha deciso di andare a terminare questa stagione in una squadra che può garantirgli la giusta vetrina. 

Strano destino il suo, sembrava predestinato, una promessa, era definito il nuovo Nesta, si è affermato dapprima a Bari, quindi al Genoa, per poi giungere in nerazzurro nel gennaio 2011, in quella squadra che sta scemando dal mitico Triplete 2010. Ha potuto giocare accanto ad alcuni mostri sacri come Samuel, Cambiasso, Zanetti, tanto per citarne alcuni.
Avrebbe dovuto crescere man mano proprio accanto a loro, invece è iniziata la sua involuzione con gare quasi mai all’altezza, dimostrando alcune lacune imbarazzanti; non riesce a spiccare il volo, a fare quel salto che ti fa diventare campione e la squadra non è di grande aiuto con queste annate difficili, caratterizzate da calciatori scarsi, non da Inter. 

Così, il ragazzo perde anche quel briciolo di sicurezza, finendo regolarmente beccato dai tifosi che, troppo spesso, lo eleggono capro espiatorio di alcune sconfitte; a nulla serve neppure ereditare prima, la casacca numero 23 di Marco Materazzi e, nella stagione 2014/15, la fascia di Capitano dal ritirato Zanetti. 

Non è un campione ma, analizzando la situazione difensori italiani di questo periodo, non è che ci siano delle cime anzi, semplicemente alcuni sono più fortunati (un esempio è Bonucci), se fossero stati invertiti, adesso Ranocchia sarebbe il massimo mentre, lo juventino, in nerazzurro, sarebbe sprofondato. 

Spiace un po’ che se ne debba andare anche se, a parer mio, è un buon difensore ma, proprio per il ruolo che dovrebbe ricoprire, manca della giusta cattiveria, quella che in un contrasto ti fa sempre uscire vincitore, che in un anticipo ti vede irridere l’avversario, quella rudezza con cui si accarezzano le caviglie degli avversari. Strano che Walter Samuel o Materazzi stesso non siano riusciti a trasmettergli quei "valori", il buon Ranocchia quindi, continua a preferire il fioretto. 

Lascia l’Inter dopo cinque stagioni e mezzo con 166 presenze e 9 reti realizzate; è uno dei pochi giocatori presenti in nerazzurro a poter vantare un trofeo con la nostra maglia: Coppa Italia 2010/11

Un’ultima curiosità, cerca il rilancio ancora a Genova, ma sulla sponda opposta, dove trova un’infinità di “amici” ex- nerazzurri, oltre al già citato Dodô, Cassano, Alvarez, Silvestre, Viviano e Palombo. 

Arrivederci, anche se ho l’impressione che in nerazzurro non lo rivedremo più. 

Share:

0 commenti:

Post più popolari