Quando la fede si colora

17/11/15

Una porta nel cielo

Un’autobiografia

Quest’oggi vi parlo un po’ di questo libro che ho letto molto tempo fa; si tratta dell’autobiografia di un grande campione, talvolta bistrattato, ma più di sovente amato dai sostenitori degli Azzurri e, in maniera trasversale, anche dai tifosi delle altre squadre: Roberto Baggio.

Non si tratta di un libro di statistiche e gesta sportive ma di un’apertura totale e completa al pubblico, non un libro celebrativo, ma una lunga confessione in cui Roberto fa il punto della sua vita, facendo chiarezza su fatti ed eventi che lo hanno riguardato. 280 pagine da leggere tutte d'un fiato (in totale sono poco più di 300), una lunga intervista fatta di domande mai banali cui seguono risposte mai scontate e tremendamente spontanee e veritiere.

Si scopre così un Baggio inedito e inaspettato, un uomo con alle spalle una vita non sempre facile: la povertà dell'infanzia, la famiglia numerosa, la scoperta e la conversione al Buddhismo nel momento più difficile della sua carriera calcistica, l'importanza della caccia e la tenuta in Argentina (terra in cui ama rifugiarsi), le “zingarate” con gli amici di sempre ma anche l’innata generosità dentro e fuori dal campo.

Dopo la sentita prefazione del suo maestro spirituale (Daisaku Ikeda), iniziano a snodarsi 18 capitoli di cui, solo l’ultimo, può essere considerato la radiografia numerica di Roby: cifre, presenze e reti con tutte le maglie che ha indossato, ecco l’indice:

Prefazione di Daisaku Ikeda
Quel giorno, a Pasadena
Buddhità
Nascere, soffrire, cominciare
Gigli per dirsi addio
Il tempo è un’illusione
Prima beffa grande
Amici miei
Che zebra era?
Al Diavolo
Baggio l’Emiliano
Terza beffa grande
Azzurro come il cielo, nero come la notte
Gioia di cacce
Anatre e rondinelle
Il calcio che vorrei
Nel flusso vitale
Quel giorno, a Yokohama
Imprese e numeri di una vita

Il libro scivola via veloce nell’intersezione tra racconti calcistici e spiritualità: l’origine cattolica, l’approdo al Buddhismo, i tempi della preghiera che talvolta si dilatano sino a coprire 10 ore in una giornata.

Le narrazioni sono avvincenti e impressionanti, un esempio è il racconto del suo infortunio più grave, quello che ne ha segnato la carriera: 5 maggio 1985, sfida Rimini-Vicenza (Serie C), Roby aveva solo 18 anni e in una scivolata... crack. Rottura del crociato anteriore, capsula, menisco e collaterale della gamba destra; un mese dopo a Saint-Etienne, l'operazione “...mi hanno bucato la testa della tibia col trapano, mi hanno tagliato il tendine, lo hanno fatto passare dentro al buco, lo hanno tirato su e lo hanno fissato con duecentoventi punti interni...”. Da brivido, non è un film splatter, è la realtà.

Gli dissero che ormai con il calcio aveva finito e invece lui, con tenacia e costanza, riuscì a battere quella che definiva una gamba più corta, riuscì a raggiungere vette incredibili; il libro racconta la sofferenza con cui ha dovuto convivere, gli allenamenti differenziati, le difficoltà.

Tra i tanti “passaggi” non mancano poi quelli più sportivi, dedicati ai cambi di maglia, i passaggi in squadre più o meno blasonate, non si sottrae al racconto dell’addio a Firenze, una separazione sofferta che ha dovuto subire, narra degli screzi con gli allenatori, primi su tutti Ulivieri e Lippi ma non manca neppure la sintonia con Mazzone.

Da interista posso solo dire una cosa: peccato avere avuto Roberto Baggio in nerazzurro solo due anni, non tanto per l'apporto sportivo che, in ogni caso, è riuscito a dare, ma per il tipo di persona che ha dimostrato di essere. Non posso non rammaricarmi per il rifiuto all’Inter nel 1995 (spiegato poi essere dovuto in parte a una ripicca verso la Juventus che lo mandava all'Inter e in parte al fatto che l'Inter stessa, essendo in quel periodo non competitiva, non garantiva il prestigio di certi trofei) e non posso non pensare alle battaglie con Lippi che, in seguito si scoprì lo voleva spia nello spogliatoio (e al suo secco no iniziò a remargli contro).

Un libro da leggere e gustare, un modo per conoscere il lato umano di un grande sportivo che non ha avuto rimpianti ma solo due sogni, a livello calcistico quello di partecipare al Mondiale 2002 in Giappone, mentre quello più grande, a livello umano, di poter aiutare i bambini più sfortunati.

Autori: Roberto Baggio
Editore: Limina
Anno di pubblicazione: 2005

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