Quando la fede si colora

11/05/14

Standing ovation for PUPI

Dopo una carriera da favola cominciata nel Talleres (sobborghi di Buenos Aires) nel lontano 1992, e il biennio al Banfield, dal 1995 ha sempre indossato la casacca numero 4 nerazzurra...avete già indovinato di chi si tratta, el Tractor, Pupi, o forse più semplicemente il Capitano, Javier Adelmar Zanetti (Buenos Aires, 10 agosto 1973) lascia il calcio, la sua ultima partita ufficiale è stata quella disputata a Verona il 18 maggio 2014 Chievo-Inter 2-1, ne hai fatta di strada da quel lontano 27 agosto 1995, nell’esordio nerazzurro in Inter-Vicenza 1-0 valida per il Campionato. 

Una carriera inimmaginabile, unica e irripetibile, una lunga storia da record, proviamo a dare qualche numero per rendere al meglio l’idea di cosa questo giovanotto è riuscito a realizzare in 22 anni cominciando dai trofei vinti: 

5 Scudetti (2005/06, 2006/07, 2007/08, 2008/09 e 2009/10) 
1 Champions League (2009/10) 
1 Mondiale per Club (2010) 
1 Coppa Uefa (1997/98) 
4 Coppe Italia (2004/05, 2005/06, 2009/10 e 2010/11) 
4 Supercoppe Italiane (2005, 2006, 2008 e 2010) 
Triplete 2010 (Scudetto, Champions League e Coppa Italia) 

Senza considerare le finali perse: Coppa Uefa 1996/97, Supercoppa Europea 2010, Coppa Italia (1999/2000, 2006/07 e 2007/08), Supercoppa Italiana (2000, 2007, 2009 e 2011)...e gli Scudetti all’ultimo minuto. 

Passando al personale invece: 

1114 presenze totali che lo collocano al quinto posto di sempre nella speciale classifica “over 1000” (capo gruppo il portiere inglese Peter Shilton a quota 1390, seguito dal collega brasiliano Rogerio Ceni a 1132 (ancora in attività), dalla nostra vecchia conoscenza Roberto Carlos con 1127, e dal portiere inglese Ray Clemence a sole 4 lunghezze con 1118 presenze). 

858 presenze nerazzurre (con 21 reti realizzate), unico e inavvicinabile, penso proprio che non sarà mai superato. 

618 presenze in serie A, primo straniero di sempre e secondo assoluto dietro a Paolo Maldini a quota 647. 

145 presenze nella Nazionale Argentina, al primo posto assoluto, ma Leo Messi probabilmente lo sorpasserà. 

Capitano e giocatore nerazzurro più vincente di sempre, nonché recordman da Capitano con ben 15 stagioni consecutive. 

47 presenze nel Derby di Milano, primo nerazzurro e secondo in generale dietro a Paolo Maldini a quota 56. 

Numeri IMPRESSIONANTI, solo in Nazionale non ha conquistato alcun trofeo, perdendo ben due finali di Copa América, due di FIFA Confederation Cup e “vincendo” solo un argento ad Atlanta 96’. 

Una persona unica anche a livello umanitario, basti pensare alla Fondazione PUPI creata con la moglie, allo scopo di aiutare i bambini bisognosi e con dei problemi. Un atleta unico, capace di gestire al meglio il proprio fisico e di allenarsi addirittura nel giorno del matrimonio. 

Una leggenda, per anni lo abbiamo ammirato in quelle splendide cavalcate imprendibili, la sua specialità, recuperare palloni e partire come un treno palla al piede, impossibile da fermare, palla letteralmente incollata, un vero e proprio coast to coast lungo la fascia, con tutto lo stadio a entusiasmarsi, andando a terminare generalmente con un cross. Lo abbiamo visto in quasi tutti i ruoli, in ogni angolo del centrocampo, terzino da ambo i lati, addirittura centrale difensivo, ala...ha mancato giusto la porta, e ogni volta ha sempre dato il massimo, con la massima eleganza e serietà, da vero leader silenzioso. 

Ha avuto la fortuna di giocare con fenomeni, fuoriclasse e campioni di ogni salsa (Ronaldo, Figo, Samuel, Baggio...), ma anche con brocchi impronunciabili (Gresko, Cirillo, Brechet...), così come è stato agli ordini di allenatori di ogni tipo e nazionalità, ben 19, con i vertici Mourinho, Mancini e Simoni e gli abissi tra gli altri Tardelli e Gasperini, e una curiosità il primo e l’ultimo provenivano entrambi dal Napoli, Bianchi e Mazzarri. 

Che dire, una carriera e una storia UNICA di un CAMPIONE indimenticabile (probabilmente la casacca numero 4 verrà ritirata dalla società, così come è stato per quella numero 3 di Giacinto Facchetti), forse a dire il vero avrebbe dovuto smettere la notte del 22 maggio 2010 al Bernabéu, quando raggiunta la vetta, avendo già una certa età, avrebbe chiuso in bellezza...va bene così, buona fortuna con la nuova carriera da dirigente, ovviamente nerazzurro, che andrai a intraprendere a breve. 

Addio Highlander, sarai sempre storia e LEGGENDA nerazzurra. 

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2 commenti:

Mondo Biancoceleste ha detto...

chi non vorrebbe zanetti in squadra, grande uomo, grande capitano.

Quelli che l'Inter (admin francesco) ha detto...

Sicuramente fuoriclasse anche in giacca e cravatta. Sarà pero dura abituarci...:(

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