Quando la fede si colora

05/02/14

La Coca-Cola di Boninsegna

Inter-Borussia, la sfida più lunga. 

Oggi recensisco un libro particolare (La Coca-Cola di Boninsegna. Inter-Borussia, la sfida più lunga ), non la celebrazione di un calciatore, non la storia della propria squadra (rigorosamente l'Inter), bensì la rivisitazione di una partita storica, non per l'importanza della partita in sè, ma per tutto quello che successe, tutto quello che ne seguì, tutto quello... Inter-Borussia Monchengladbach (20 ottobre 1971). 

La particolarità della partita risiede nel fatto che al minuto 29, un tifoso tedesco lanciò una lattina di Coca-Cola che colpì Boninsegna mandandolo dritto, prima negli spogliatoi, poi in ospedale; l'Inter concluse il match con un 7-1, una perentoria sconfitta, nulla del genere si era mai visto.

Il libro comincia con uno spaccato storico di calcio: Italia-Germania, una sfida epica contraddistinta dalla mitica semifinale del Mondiale Messico ’70, terminata 4-3 per gli azzurri e da sempre celebrata come la partita del secolo (anche se, in finale, l'Italia dovette inchinarsi al Brasile di Pelé); dopo la doverosa scenografia da contorno, con un accenno alla finale di Spagna ‘82 in cui l'Italia divenne Campione del Mondo proprio contro la Germania per 3-1, si passa ad un richiamo della realtà dei giorni nostri e al Mondiale Germania 2006 in cui gli azzurri eliminarono ai supplementari i padroni di casa per 2-0, qualificandosi alla finale, vinta poi a discapito della Francia. 

E' un'Inter appena uscita dalla fase storica “Grande Inter”, il presidente è Fraizzoli, Invernizzi il mister e, tra i calciatori si trovano pezzi della leggenda: Facchetti, Mazzola, Corso, Bedin, Burgnich, Corso, Jair. Si tratta di una buona squadra con altri ottimi elementi (Boninsegna, Bellugi, Vieri, Oriali e Bordon) e soprattutto si tratta dei Campioni d'Italia (1970/71) in carica, tanto più che lo scontro con i tedeschi avviene negli ottavi della Coppa dei Campioni (riformata poi nell'attuale Champions League). 

Dopo tutte le doverose premesse viene analizzata la gara e vengono presentate testimonianze di protagonisti e vere cronache dei fatti: tutto il match è sviscerato, il fattaccio è analizzato, e si narra anche dei tifosi e della polizia tedesca che nascosero la lattina incriminata (la gara era tra l'altro al limite della praticabilità, sia per lo stadio di dimensioni e capienza ridotte, sia per la mancata recinzione a bordo campo, per l’epoca quasi impensabile). 

Si narra però anche di Mazzola, abile a gettarsi tra il pubblico e “rubare” un'altra lattina di Coca-Cola (a proposito lo sapevate che a differenza di quelle dei giorni nostri, quella che colpì Bonimba non era così leggera: diametro di 6,7 centimetri, altezza di 12 centimetri e, se piena, con un peso pari a 425 grammi) da porre all'arbitro come oggetto contundente. 

Dopo il campo, la vera partita è quella del ricorso di Peppino Prisco, l'avvocato nerazzurro, contro i tedeschi e contro tutto un sistema: l'Uefa non prevedeva la vittoria a tavolino e, il regolamento poteva essere interpretato liberamente. 

Contro tutto e tutti, compreso i pareri di critici, stampa e mondo calcistico intero, Prisco raggiunse un traguardo storico, lui stesso definì “...oggi ho segnato un gran gol...”; mai era stato ribaltato un risultato sportivo ma, questa volta, l'Uefa decise oltre che per la squalifica del campo e l'ammenda al club tedesco, la non omologazione dell'incontro anzi, la ripetizione dell'incontro, disputato dopo la gara di ritorno di San Siro (le date erano già fissate e non si poteva in nessun modo bypassarle). 

 Diciassette capitoli per raccontare al meglio quel che successe, fino al controricorso (perso dai tedeschi); 130 pagine circa per narrare l'impresa di Prisco, terminando con i risultati ed i tabellini degli altri due match (Inter-Borussia 4-2 e la ripetizione della prima Borussia-Inter 0-0) e con il proseguimento della competizione fino al termine del torneo: l'ultima volta che siamo giunti in finale della Coppa dei Campioni (data di uscita del libro!), Rotterdam, 31 maggio 1972 Ajax-Inter 2-0, proprio in Olanda, contro i detentori del trofeo e, soprattutto, contro la squadra che giocò il miglior calcio di quegli anni con la stella Johan Cruijff

Questo l’indice: 

Prefazione di Luigi Maria Prisco 
Città del Messico, stadio Atzeca 
Gol di Grosso! Gol di Grosso! 
Tutto era cominciato bene 
Le squadre entrano in campo 
La partita della lattina 
Il regolamento non parla chiaro
Senza precedenti 
Ricorso 
L'attesa 
Sorpresa a Ginevra 
San Siro 
Controricorso 
Assedio a Berlino 
I tulipani di Cruijff 
Epilogo 
I tabellini delle tre partite 

Come detto, un libro di carattere storico, inedito, ben scritto, scorrevole, che fa conoscere fatti sconosciuti, le emozioni dei protagonisti, i retroscena di un periodo in cui le sfide calcistiche tra Italia e Germania erano uniche e spettacolari; un incontro che cambiò radicalmente il calcio e i regolamenti Uefa, il tutto anche grazie ad un uomo mitico come Peppino Prisco, autore di un vero capolavoro. 

Da leggere, riuscendo persino ad appasionarsi e emozionarsi pur a 38 anni di distanza... 

Autori: Stefano Tomasoni 
Editore: Limina 
Anno di pubblicazione: 2009

Per chi fosse interessato, il libro è disponibile anche su Amazon .

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