Quando la fede si colora

15/01/14

Grande Inter «Figlia di Dio»

Grande Inter «Figlia di Dio». La leggendaria squadra di Moratti e Herrera, scritto da Danilo Sarugia è un libro che non può mancare agli estimatori della letteratura nerazzurra, un libro epocale che esalta e narra le vicende di quella che fu una delle più grandi formazioni calcistiche di tutti i tempi: la Grande Inter. 

Non solo un libro infarcito di statistica, non vengono snocciolati numeri in maniera impersonale e fredda ma si tratta di una vera e propria celebrazione di quella squadra che, a cavallo degli anni sessanta, raggiunse la vetta del mondo facendo incetta di premi, coppe e riconoscimenti, quella squadra che vinse tutto ciò che c'era da vincere; ritornando con la memoria all'insediamento di Angelo Moratti come Presidente, inizia un viaggio nel tempo all'interno di una storia emozionante e unica. 

Dalla nascita dell'Internazionale in quel lontano 1908 fino al periodo più ricco e fiorente del secolo scorso, il tempo scorre velocemente; l'autore non vuole focalizzarsi su eventi che non siano più strettamente riconducibili al titolo e così, dopo aver rapidamente percorso le vicende fino all'avvento di Moratti, si sofferma su un periodo storico che ogni grande appassionato non può non conoscere. 

Poco meno di 170 pagine corredate da 22 foto rigorosamente in bianco e nero, ritraggono e narrano i momenti storici salienti, due esempi su tutti: il gol di Facchetti nella mitica rimonta al Liverpool (3-0, semifinale di ritorno di Coppa Campioni del 1965) e quello di Jair nella finalissima contro il Benfica del ‘65.

Il volume si sviluppa con il seguente indice: 

Prefazione di Massimo Moratti 
Tambureggianti applausi 
Caro, infelice Nacka 
Una valigia e due baffetti 
Ed è subito “Taca la bala!” 
Il figlio del macellaio 
La mascotte Sandrino 
Gira la ruota del Prater 
Il capolavoro di Mandrake 
Scudetto con sorpasso 
All'Avellaneda l'inno di Mameli 
L'impensabile è accaduto 
Appendice 

Non un libro di cronaca puro e crudo ma un insieme di racconti, ricordi e aneddoti legati a quello splendido periodo, storie vissute in prima persona e narrate da personaggi storici come Herrera, Mazzola, Facchetti, tanto per citarne alcuni. 

Un conto è osservare le sbiadite immagini in bianco e nero di quelle imprese, ma leggere di queste partite lascia una carica addosso del tutto particolare, battaglie epiche come la finale contro il Real Madrid oppure quelle in Argentina contro l'Independiente... sembra di riviverle in campo al fianco di Picchi e con orgoglio festeggiare la vittoria come se fosse “qui e ora”. 

Quell'Inter si conquistò l'appellativo di GRANDE non solo perché gli uomini che la componevano erano tutti Campioni e uomini veri dal primo, il Presidente, ritratto sulla copertina, esultante e portato in trionfo con la Coppa dei Campioni appena conquistata, foto che fece il giro del mondo diventando l'emblema di quella squadra, proseguendo con il “mago” Herrera, grande allenatore ma anche showman avanti di almeno vent'anni, capace di mettersi tutto il mondo contro con i suoi proclami ma capace anche di conquistarlo, passando per tutti i giocatori (troppo facile ricordare i lanci di Suarez, i gol di Mazzola e le magie di Corso, in squadra c'erano anche uomini duri come Picchi, Guarneri, Burgnich,...) di un livello superiore a chiunque.

Da qui nasce l'ormai famosa filastrocca da citare tutta d'un fiato: Sarti, Burgnich, Facchetti,...; si conquistò quel titolo anche per i trionfi che ottenne non solo in Italia, ma anche in Europa e nel Mondo, un quinquennio irresistibile come nessuna italiana era mai riuscita ad avere, divenne GRANDE anche per il modo con cui raggiunse le vette, gli avversari non erano scarsi, il Real di Gento e Puskas, il Benfica di Eusebio, le botte e le biglie all'Avellaneda (lo stadio dell'Independiente), quando ancora le televisioni erano alle prime armi e in certi campi si tenevano delle vere battaglie. 

Uno spirito e un'unità che fecero da fondamenta per poter costruire una vera squadra di lottatori; leggendo queste pagine non ci si può non schierare con loro, è come se si stesse giocando in diretta, si arriva quasi a tifare tale è il coinvolgimento, nonostante siano successi datati, l'autore (giornalista e interista storico, tra l'altro ex capo ufficio stampa nerazzurro nei primi anni ottanta) è riuscito a far rivivere la grandezza di quella squadra, una squadra per certi versi inarrivabile, irripetibile, una squadra che fa rendere ancora una volta orgogliosi i propri tifosi, una squadra che riuscì persino a scomodare la Chiesa che insorse allorché testate giornalistiche la posizionarono sul piano di Dio: GRANDE INTER, figlia di Dio. 

Autore: Danilo Sarugia 
Editore: Limina 
Anno di pubblicazione: 1996 

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