Quando la fede si colora

10/06/13

"Bidoni. L'incubo", di Furio Zara

Da Aaltonen a Zavarov, 100 storie di campioni (in teoria), brocchi di razza, guitti, avventurieri e giullari del calcio italiano dal 1980 a oggi; in questa giornata vi presento la recensione di "Bidoni. L'incubo", di Furio Zara.

Dopo tanti libri celebrativi di miti, leggende, fenomeni e fuoriclasse scritti da vari autori, ecco una novità, la celebrazione del bidone, o del brocco, come rimarca il sottotitolo; una raccolta di cento personaggi in cerca d'autore. Scherzi a parte, cento storie di altrettanti soggetti che in Italia dal 1980 al 2006 (anno di uscita del libro), non hanno sfondato e non hanno lasciato la minima traccia.

Analizzando la copertina si nota come il logo “Bidoni. L'incubo” sia una copia rivisitata ironicamente del logo “Campioni. Il sogno”, un reality show andato in onda dal 2004 al 2006 su Italia 1, ambientato nel mondo del calcio. Dopo una selezione, il Cervia, squadra militante nel Campionato di Eccellenza, fu scelto per parteciparvi; veniva seguita la vita sportiva e privata di una vera e propria squadra di calcio e, il pubblico da casa, con l'utilizzo del televoto, poteva scegliere un giocatore per reparto da schierare in partita mentre, al resto, pensava l'allenatore (per l'occasione il Campione del Mondo di Spagna 1982 Francesco Graziani). Alla fine della stagione i tre migliori giocatori si aggregavano nella nuova stagione ai tre club più titolati d'Italia (Inter, Juventus e Milan).

 A fini statistici, il Cervia alla fine del primo anno fu promosso in Serie D ma, dopo due anni dalla fine del reality è tornato in Eccellenza, mentre, i sei giovani vincitori (tre per annata) dopo il suddetto ritiro estivo con i prestigiosi club sono tornati a giocare nei campionati minori.

270 pagine circa, con un indice non riproducibile; compaiono tutti e cento i bidoni in ordine alfabetico per cui, anche riproporli, sarebbe impensabile. Ce n'è per tutti i gusti, per tutte le maglie, dagli ormai famosi Blissett e Rush, ai meno conosciuti Ma e Fig; da buon nerazzurro non capisco se c'è più da vergognarsi oppure da ridere pensando ai magnifici quattordici: Aaltonen, Bergkamp, Caio, Gresko, Hodgson, Klinsmann, Luciano, Muller, Pancev, Rambert, Scifo, Sforza, Vampeta, West.

Potevano essere molti di più, come dimenticare Vivas e Sorondo, Gilberto, ma anche Juary, Brechet... e Pacheco dove lo lasciamo?

Indubbiamente vanno fatte delle scelte e l'autore ha fatto le sue, del resto non poteva certo prenderli tutti altrimenti avrebbe dovuto cambiare il titolo in “I primi cento bidoni nerazzurri”, oppure “I migliori (!?!) bidoni nerazzurri”; tra quelli inseriti Klinsmann nei primi anni nerazzurri non deluse di certo così come, a mio modo di vedere, Sforza e West non furono veri e propri bidoni.

Tornando invece ai bidoni di ogni squadra e da ogni parte del mondo, l'autore ha inserito anche Stoichkov e Hagi, Redondo e Socrates, quattro autentici fuoriclasse che però in Italia hanno steccato miseramente come dilettanti; è giusto annoverarli tra la lista dei bidoni perché si tratta di giocatori che, nonostante all'estero fossero idolatrati e giocassero da fenomeni, da noi, per un motivo o per un altro sono stati poco meno che comparse. Ricordiamo De La Pena o Pancev, Scarpa d'Oro 1991, pluridecorato, premiato come giocatore macedone del secolo, eppure capace di realizzare solo tre reti in tre anni trascorsi in maglia nerazzurra.

Per una volta vale la pena di dire che si tratta di libro unico nel suo genere, non ricordo qualcosa del genere, l'autore ha proprio avuto un'idea unica ed originale, una raccolta non su Campioni celebrati e pluridecorati (è fin troppo facile stare sul carro dei vincitori); un libro facile, divertente, e veloce da leggere, un libro che vedendo il continuo arrivo di stranieri in Italia potrebbe avere un seguito, quantomeno, un “Bidoni 2” ci starebbe proprio bene. 

Autore: Furio Zara 
Editore: Kowalsky 
Anno di pubblicazione: 2006

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