Quando la fede si colora

27/08/12

Un saluto a Julio Cesar

Dopo 7 stagioni consecutive in cui ha vinto tutto ciò che si poteva vincere, Júlio César Soares Espíndola lascia l'Inter e si accasa al Queens Park Rangers in Premier League.
Giunse a sorpresa in nerazzurro, dopo il prestito senza presenze al Chievo, arrivò come portiere di riserva di Francesco Toldo, e all'inizio non sembrava neppure un portiere, al massimo un portinaio...poi poco alla volta si è fatto strada, è cresciuto fino a diventare il numero uno al mondo, conquistando tutto, fino alla caduta, una parabola in discesa a dir poco sorprendente, tra acciacchi fisici e prestazioni sempre più imbarazzanti, mascherate di volta in volta con le lacrime, ma scherziamo, un portiere che frigna?
Non è un caso che all'età di 33 anni (Rio De Janeiro, 3 settembre 1979) abbia avuto così grosse difficoltà a trovare un'altra squadra, quando l'Inter l'ha messo alla porta in favore di Handanovič, nonostante avesse ancora due anni di contratto, e non solo per l'elevato ingaggio con cui era ricoperto in nerazzurro.
Ci si saluta così dopo 300 partite in nerazzurro, in cui ha avuto la fortuna di alzare al cielo ogni ben di Dio (5 Scudetti, 1 Champions League, 1 Mondiale per Club, 3 Coppe Italia e 4 Supercoppe Italiane), un palmares che tanti si sognano e altri avrebbero meritato.
Nella mia speciale classifica degli ultimi 30 anni è il quinto portiere: Zenga, Pagliuca, Bordon, Toldo e per l'appunto Julio Cesar.
In bocca al lupo per il proseguimento di carriera.

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3 commenti:

max ha detto...

Bordon a parte gli altri li ho visti tutti dal vivo, 20 anni di abbonamento, nella mia classifica Julio si posiziona secondo appena dietro Zenga.

Orgoglio Nerazzurro ha detto...

Ciao Max,
ti potrei concedere prima di Toldo e di Bordon, ma prima di Pagliuca, mi sembra quasi esagerato.
Ciao.

Laura ha detto...

Dopo le sue ultime parole che testimoniano come i soldi valgano più della maglia, sono ben felice di fargli "ciao ciao".
I suoi pianti non erano un modo per non farsi massacrare per via degli errori imbarazzanti... sapeva già che avrebbe dovuto rinunciare a quella valanga di denaro che lo aveva ricoperto.
Ciao Julio, il mondo continua anche senza di te.

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