Quando la fede si colora

09/06/12

Primavera Campione d'Italia


Da Inter.it

Il settimo della storia nerazzurra (primo nell'albo d'oro solo il Torino con 8 successi), il terzo dell'era Massimo Moratti; mancava dal 2007 e il primo lo abbiamo vinto nel 1964: l'Inter vince lo scudetto Primavera 2011-2012 Trofeo "Giacinto Facchetti", che sorride contento da lassù. Festa e applausi per la squadra di Daniele Bernazzani, la squadra che Andrea Stramaccioni aveva portato (prima volta assoluta e prima realtà italiana di sempre) alla NextGen Series, il titolo europeo. Dopo aver vinto il proprio girone, dopo aver eliminato il Palermo (2-0) e vinto un derby epocale in semifinale (4-3), in finale cade la Lazio, mai doma: 2-3.

La Lazio, a sorpresa senza il difensore Crescenzi, affronta un'Inter-tipo, tranne l'assenza tra i pali di Di Gennaro, sostituito da Sala. In attacco, scontata la squalifica, riecco Livaja che, dopo 3 minuti, porta in vantaggio i nerazzurri, sfruttando al meglio un'incomprensione tra il centrocampista Zampa (retropassaggio lento dall'esterno verso il centro dell'area) e il portiere Berardi. L'attaccante croato è svelto, sveglio, arpiona l'occasione che nessuno si aspetta e deposita: 0-1. Dopo 19 minuti, Bernazzani è costretto a sostituire Bessa (problema distorsivo al ginocchio destro dopo un contrasto con Vilkaitis); al suo posto entra Garritano: sarà utilissimo.
L'Inter cerca sempre il controllo della partita attraverso il possesso palla, mentre la Lazio riscalda i suoi temibili attaccanti che, attorno al minuto 30, impegnano due volte Sala, sempre molto attento. Gli ultimi 15 minuti del primo tempo sono la somma di occasioni, da una parte e dall'altra, come al minuto 38, con una favorevole situazione biancoceleste con Rozzi e una nerazzurra, davvero bella, con Garritano che accende Livaja, ma la sua conclusione è tanto forte quanto imprecisa. Bello (43') il tentativo da fuori di Duncan, bloccato a terra da capitan Berardi. Allo scadere (47' 44''), quando tutto lascia pensare che si vada negli spogliatoi in vantaggio, arriva il pareggio della Lazio: cross di Rozzi (velocissimo) dalla destra e Barreto, di testa, anticipa Alborno e batte l'incolpevole Sala: 1-1.

Nella ripresa dopo tre minuti, altro vantaggio nerazzurro. Bellissima conclusione di Livaja, che viene servito da Garritano dopo un contrasto al limite dell'area con Sbraga. La conclusione dell'attaccante croato, dal vertice destro, si stampa sull'incrocio dei pali alla sinistra di Berardi, la palla rimbalza in mezzo all'area e proprio Garritano, dal centro dell'area, dopo aver ben seguito l'azione, arpiona e tocca di precisione in porta: 1-2. Si fa sentire la fatica, entrambe le squadre hanno dato moltissimo in queste partite finali della stagione. L'Inter cerca di gestire la partita, per sfruttare la velocità di Longo, Livaja e Garritano quando entra in zona d'attacco.
È un'Inter che fa gruppo, stringe i denti, mostra i muscoli di Duncan e Mbaye, fa riferimento all'esperienza di Crisetig e al dinamismo intelligente di capitan Romanò. La Lazio punta molto su Zampa e Rozzi, cercando la profondità lunga o centrale su Emmanuel (stretto tra Spendlhofer e Kysela) e, a sinistra, quella di Barreto (Alborno fa gli straordinari, lui nato più offensivo che difensivo).
Regge con organizzazione e lucidità la linea difensiva di Bernazzani e, al minuto 23, dopo una prestazione generosa e altruista, Longo fa... il Longo: sfonda palla al piede sulla fascia destra, vince anche un duro contrasto senza paura e, arrivato a tu per tu con Berardi, a testa alta, lascia partire in corsa un destro prepotente, autoritario, importante: 1-3. E quarto gol in 2 partite per l'attaccante di Valdobbiadene. L'Inter prova a mettere in frigo la partita forte del doppio vantaggio. Costretta a inseguire, la Lazio prova occasionalmente a impegnare Sala. Ma è destino, quando il tempo sta per scadere, quando tutto sembra okay, al minuto 44 arriva, da fuori area, il gol che riavvicina la Lazio, firmata da Onazi.

Sono infiniti i 5 minuti di recupero, ma passano, ragazzi figli di una passione tenete duro che passano. Infatti... sono passati: siete Campioni d'Italia, avete regalato un grande scudetto, il secondo del Settore Giovanile dopo quello della Juniores Berretti al popolo nerazzurro. Per voi tutti, per Raffaele Di Gennaro che meritava di essere lì in campo con voi, come Matteo Bianchetti e Simone Pecorini.

Bandiere al vento: per l'Inter!

Marcatori: 3' pt. Livaja, 48' Barreto, 48' Garritano, 68' Longo, 89' Onazi.

Lazio: 1 Berardi; 4 Ilari, 7 Sbraga (9' st Serpieri 8), 9 Vilkaitis, 5 Marin; 15 Onazi, 16 Zampa, 10 Cataldi (1' st Vivacqua), 18 Barreto, 21 Rozzi (42' st Tira 20), 19 Emmanuel.
Panchina: 12 Scarfagna, 6 Salustri, 11 Cilfone, 13 Grecco.
Allenatore: Alberto Bollini.

Inter: 12 Sala; 3 Mbaye, 18 Spendlhofer, 13 Kysela, 11 Alborno, 5 Duncan, 14 Crisetig, 23 Romanò, 10 Bessa (19' pt Garritano 15, 43' st Terrani), 19 Livaja (33' st Forte 22), 9 Longo.
Panchina: 21 Cincilla, 16 Bandini, 8 Benassi, 24 Pasa.
Allenatore: Daniele Bernazzani.

Ammoniti: Barreto, Marin.

Arbitro: Domenico Rocca di Vibo Valentia.

Ricordiamo che in questa splendida annata per la Primavera nerazzurra, prima di questo Scudetto era già arrivata la conquista della NextGen Series, e che sia al Torneo di Viareggio che in Coppa Italia erano stati eliminati solo ai calci di rigore, senza nessuna sconfitta.

Un'ultima considerazione del tutto personale, soddisfazione doppia, anche pensando alle dichiarazioni rilasciate dall'allenatore della Nazionale Under 18 e 19 dell'Italia, quel milanista di Alberigo Evani, che prima della fase finale disse: “...favoriti sicuramente Milan e Juventus, i nerazzurri sono forti ma non vinceranno...” grazie, come sempre te ne intendi!

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