Quando la fede si colora

17/05/12

Lucio ci saluta

La notizia è di qualche giorno fa e cominciamo con riportarla integralmente:

“E’ stato tre anni all’Inter, tre anni bellissimi, ma pensa che sia il momento di cambiare aria. Stiamo trattando con la società, ne abbiamo parlato anche oggi. Abbiamo presentato la nostra richiesta ed è stata accettata. Ora è alla ricerca di un nuovo club. Per l’uomo e il calciatore che rappresenta, lascia l’Inter da amico, ovunque vada. Abbiamo deciso di lasciare, ci hanno capiti e sono stati tutti cordiali. Ha ancora due anni di contratto, se troviamo un nuovo club lui andrà. La preferenza è giocare in un grande campionato europeo, ma non si sa mai. C’è molto interesse in Brasile, il Mondiale si gioca qui e Lucio lo sa. Non conosciamo il futuro. In questi anni si è ben adattato al calcio europeo, e non aveva tanti motivi per andarsene. Tutto però è stato deciso oggi pomeriggio, quindi è ancora molto presto per decidere il futuro. Avremo altre notizie a breve. Nel calcio tutto accade velocemente, a volte le cose si risolvono con due o tre telefonate, o con una email. Potrebbero esserci novità domani come tra quindici giorni. Ci guardiamo intorno con grande attenzione“.

Parole dette da Samuel Becker, agente di Lucio.

Ora non si sa ancora con certezza quale strada prenderà, anzi dove giocherà la prossima stagione, l'unica certezza a questo punto è che se ne va, da un certo punto anche per l'Inter è un'ottima scelta, si lancia definitivamente Ranocchia, si svecchia la rosa (34 anni da poco compiuti per il brasiliano), si abbassa il monte ingaggi (ancora due anni di contratto per lui, scadenza 2014) e si prosegue nell'opera di risanamento.
Di contro c'è che Lucio è un professionista serio, con un fisico statuario e pressoché mai infortunato, esperto e se ben protetto da un centrocampo di sostanza, ancora uno dei migliori difensori centrali al mondo.
Quando giunse a noi ero un po' titubante, per l'età e perché non mi impressionava particolarmente, mi sono rimangiato tutto, forse grazie a Mourinho (“...con Lucio andrei anche in guerra...”), che impostatolo a dovere lo ha reso imbattibile, ma le due stagioni seguenti ha cominciato a evidenziare errori imbarazzanti.
Salutiamolo, ringraziamolo per tutto quello che ci ha dato, come scordare il fiore all'occhiello del Triplete 2010 e voltiamo pagina.
Personalmente condivido la separazione (mi auguro solo non se ne vada a costo zero, ovvero con rescissione), un qualcosa da ora o mai più, e spero che non se ne vada per la mancata Champions League della prossima annata, sarebbe proprio una brutta caduta di stile.
Addio e buona fortuna.

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