Quando la fede si colora

13/02/12

Prendiamo esempio dal Levante

Clamorosa svolta nel calcio: il Levante Unión Deportiva, squadra che milita nella Liga spagnola tra le cui file milita l'ex calciatore nerazzurro Francisco Javier Farinós Zapata che dal 2000 al 2004 ha vestito la nostra casacca 77 volte realizzando 4 reti, pur senza lasciare tracce importanti, seconda squadra della città di Valencia, ha deciso di porre un tetto salariale agli ingaggi dei propri calciatori, con valore massimo di 500.000 euro.
Hanno deciso di auto-imporsi un tetto salariale ben definito per abbassare i costi fissi ed evitare, gravi buchi nel bilancio in un periodo economico di per sé già estremamente complicato, se in tante serie minori di qualunque campionato si parli, è diventato quasi di norma, adesso con questa decisa presa di posizione probabilmente verranno copiati, forse serviva un primo esempio.
Cinquecentomila euro o se preferite mezzo milione di euro all'anno, non sono comunque pochi, c'è gente che se li sogna, e in tutta una vita lavorativa non arriverà in ogni caso a toccare una cifra del genere, per cui silenzio e basta.
Nella sterzata dei Granotes dunque, non ci saranno possibilità di contrattazioni, la soglia massima è quella e non la si supera, ogni calciatore in trattativa con il club più antico di Valencia, saprà fin dall'inizio quello a cui andrà incontro, forse alcuni campioni non andranno al Levante proprio per questo, ma di contro i tifosi saranno a conoscenza del fatto che i loro beniamini probabilmente saranno meno mercenari.
La linea adottata, non prende in considerazione solo i prossimi calciatori che approderanno da loro, ma anche tutti i giocatori che già vestono i loro colori, che sono costretti ad adeguarsi, altrimenti saranno liberi di trovarsi un'altra sistemazione, volendo fare un esempio, una nostra vecchia conoscenza come il difensore centrale David Navarro Pedrós, quello che il 6 aprile 2007 in Champions League al termine di Valencia-Inter 0-0 (qualificazione agli spagnoli dopo il 2-2 dell'andata al Meazza) colpì con un pugno Nicolás Andrés Burdisso procurandogli la frattura del setto nasale e ottenendo di conseguenza 7 mesi di squalifica, ha un contratto di 1 milione di euro, bene, se vuole continuare a giocare nel Levante deve passare alla metà, altrimenti nella prossima sessione di mercato è libero di andare da qualunque altra parte.
Complimenti al Levante dunque, che con l'introduzione del Salary-cap porterà una ventata d'aria fresca alle proprie casse e non solo, la novità sarà sicuramente adottata da molti altri club, tra l'altro, in Italia, pare che una scelta del genere sia già stata presa dalla Fiorentina, che ha fissato a due milioni di euro il tetto salariale, cifre diverse e ancora pesanti, ma certo qualcosa di concreto.

Inter quando interverrai in maniera così drastica?
Considerando il momento non certo brillante che stiamo attraversando, di sconfitta in sconfitta, seguendo il discorso del Fair Play Finanziario tanto caro a Michel Platini, che negli ultimi anni ha prodotto il sacrificio di Balotelli, Eto'o, Thiago Motta e che a breve ci vedrà salutare Wesley Sneijder e chissà chi altro, forse è giunto il momento dopo essere arrivati in cima al Mondo, aver mietuto successi come nessun'altro negli ultimi 6 anni, di ringraziare tutti e azzerare tutto.
Un vero progetto, che parta da uno stadio di proprietà, una società forte, un allenatore che abbia voglia, grinta e sangue nerazzurro (Zenga, Mihailovic, Simeone...) e un parco giocatori giovane senza il Dio denaro alle spalle, nomi del resto già in orbita ce ne sono, Faraoni, Bardi, Poli...
Andare avanti così del resto è ridicolo e quasi patetico, si tira la riga, si riazzera tutto, un buon tetto salariale, tanto per iniziare magari simile a quello fiorentino, ci vorrà del tempo, ma potrebbe essere la strada giusta, davanti a un progetto serio anche i tifosi capirebbero e non si sentirebbero presi in giro come negli ultimi due anni.

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