Quando la fede si colora

03/03/10

Capitano, mio Capitano

Una storia fantastica, la storia di uno storico personaggio nerazzurro ineguagliabile, la storia e la vita del Capitano dell'Inter, della Grande Inter: Armando Picchi da Livorno.

Poco più di 150 pagine ed una trentina di foto raggruppate circa a metà libro, raffiguranti Picchi in diversi scenari, dal campo in maglia nerazzurra, azzurra e non solo, alla vita di tutti i giorni, dalla gioventù al matrimonio ed altro.

Devo ammettere che non era uno dei libri che più mi attraevano tra tutti i libri dedicati all'Inter ed ai suoi personaggi, pensavo, temevo fosse una storia noiosa, vecchia, non solo perchè tratta di un interprete del calcio degli anni 60', un'epoca ahimè preclusa (non ero ancora nato)...mi sbagliavo, sono orgoglioso nell'ammettere il mio errore grossolano, il volume non solo è scritto in una lingua scorrevole, non solo illustra in tutte le sue sfaccettature la vita di una leggenda, ma ti avvolge, ti prende, ti attrae, non riesci a staccarti, vuoi arrivare al più presto alla fine, perchè vuoi sapere, vuoi conoscere la storia di Picchi visto sotto ogni punto di vista, senza lasciare nulla al caso.

Leggendolo posso finalmente capire il perchè venne, anzi è tuttora da tutti definito una leggenda, il Capitano con la C maiuscola, il miglior libero del Mondo, non sono solo parole retoriche, qui c'è tutto, episodi storici che fanno capire al meglio il perchè tutti si fidavano di lui, il perchè i suoi compagni lo stimavano, ma non solo, lo seguivano; aneddoti come quelli della bolgia in Argentina per la disputa della Coppa Intercontinentale, o come quella volta negli Ottavi di Finale di Coppa Campioni a Bucarest contro la Dinamo in cui con l'Inter in vantaggio il pubblico invase il campo facendo fuggire tutti, tutti tranne uno, il Capitano che li affrontò rimandandoli indietro, richiamando in campo i compagni facendoli tornare a giocare, senza scene di vario tipo per ottenere il legittimo successo a tavolino.

Un personaggio a volte scomodo, che si schierò spesso, troppo spesso contro il mago Herrera per quei metodi a volte rudi, a volte ridicoli, lui il Capitano parlava non solo a nome suo, ma a nome anche di tutta la squadra, infatti lunghi episodi raccontano queste e quelle vicissitudini...eppure eppure non solo fu contro il mago per i suoi metodi o per alcune scelte, pare scoprì alcune cose poco piacevoli dell'allenatore, tipo che il denaro veniva prima del calcio, come nel caso della scelta del ritiro a San Pellegrino Terme in cui per la scelta dell'albergo aveva in cambio ferie gratis per famigliari e amici.

Una vera leggenda non solo per gli episodi del campo (nel libro ricorrono ricordi di ex compagni), ma anche della vita con racconti di amici e del fratello Leo, storie che riportano ancora una volta alla sua semplicità, alla sua generosità, ma anche a far capire che persona era, un uomo vero, non uno qualunque.

Dieci capitoli tutti quanti già indicativi della strada con cui è strutturato il libro sulla vita del mito:

Il saggio guerriero
Una patria sul mare
Andavamo a Bagni Fiume
Il tornado Herrera
Penna Bianca
Quelli di Maldonado
Azzurro ingrato
Il Mago e il Capitano
Il nuovo inizio
L'ultima battaglia

Si rivive tutto, dalle celebrazioni nazionali e mondiali agli angoli bui degli infortuni (su tutti quello che in pratica gli chiuse la carriera a Sofia in maglia azzurra) e della sua sfortunata esperienza con la maglia della Nazionale, senza considerare gli angoli di vita dalle mitiche partite nel “gabbione” un vero e proprio recinto sulle spiagge livornesi in cui sfogarsi a calcio (un antenato del calcio a 5, in cui cominciò a giocare da piccolo per continuare tutta la vita dove portò addirittura membri dell'Inter), si passa dalla famiglia alla sua amata Livorno, una città che l'ha giustamente amato, a cui è stato intitolato anche lo Stadio, senza considerare che a lui è stata dedicata anche una squadra che milita nella categoria Eccellenza.

In ultimo, dopo aver ammirato, gioito e sorriso, a volte essere rimasti con il fiato in sospeso, si giunge alla fase più triste, più straziante di tutto il libro, la malattia, che a soli 36 anni ha portato via un personaggio unico...da stringere il cuore, lui che non accetta, che non si ferma finché proprio non è più possibile andare oltre, ed un particolare, non morì il 27 maggio 1971, bensì il 26, ma per non sconvolgere i ragazzi che allenava (la Juventus) impegnati in una finale europea, per sua volontà volle fosse data notizia e data al 27...una data ricorrente (quella Coppa Campioni alzata al cielo a Vienna sette anni prima).

Questo è solo un altro degli aneddoti che contraddistinguono la sua vita tutta d'un pezzo...ripeto, da acquistare e conservare, un cimelio unico e irripetibile, proprio come Armando Picchi.

Autore: Nando dalla Chiesa
Editore: Limina
Anno di pubblicazione: 1999

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2 commenti:

C'èSolol'Inter ha detto...

Solo qui si leggono recensioni così appassionate da indurre all'acquisto del libro, bravo Orgoglio!
Ho letto con gusto e piacere, sempre più convinto di aver chiesto l'onore di lavorare insieme ad un Interista di razza!
ciao
Sergio
C'èSolol'Inter!!!|ilblog

Orgoglio nerazzurro ha detto...

Ciao Sergio, Ti ringrazio per i complimenti e consentimi di "rubarti" simpaticamente le parole e affermare l'onore di poter collaborare con Te, un Interista a cui va la mia più profonda stima.
Un saluto.

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