Inter-Borussia, la sfida più lunga.Un libro del tutto particolare, non la celebrazione di un calciatore, non la storia della propria squadra (rigorosamente l'Inter), bensì la rivisitazione di una partita storica, non tanto per l'importanza della partita in se, ma per tutto quello che successe, tutto quello che ne seguì, tutto quello...Inter-Borussia Monchengladbach.
La storicità della partita sta nel fatto che al minuto 29, un tifoso tedesco lanciò una lattina di Coca-Cola che colpì Boninsegna mandandolo dritto negli spogliatoi, nonché in ospedale, e l'Inter concluse il match con un 7-1, una perentoria sconfitta, mai visto.
Il libro comincia con uno spaccato storico di calcio: Italia-Germania, una sfida da sempre epica, contraddistinta dalla mitica semifinale del Mondiale Messico 70 terminata 4-3 per gli azzurri e da sempre celebrata come la partita del secolo (poi in finale l'Italia dovette inchinarsi al Brasile di Pelé); dopo la doverosa scenografia da contorno, con un accenno alla finale di Spagna 82 in cui l'Italia divenne Campione del Mondo proprio contro la Germania per 3-1 si passa ad un richiamo della realtà dei giorni nostri al Mondiale Germania 2006 in cui gli azzurri eliminarono ai supplementari i padroni di casa per 2-0 a poco dal termine qualificandosi alla finale poi vinta a discapito della Francia.
E' un'Inter appena uscita dalla fase storica “Grande Inter”, il presidente è Fraizzoli, Invernizzi il mister, e tra i calciatori si trovano pezzi della leggenda: Facchetti, Mazzola, Corso, Bedin, Burgnich, Corso, Jair, una buona squadra con altri ottimi elementi quali Boninsegna, Bellugi, Vieri, Oriali e Bordon e soprattutto sono i Campioni d'Italia (1970/71) in carica, tanto più che lo scontro con i tedeschi avviene negli ottavi della Coppa dei Campioni (riformata poi nell'attuale Champions League).
Dopo tutte le doverose premesse viene analizzata in tutto e per tutto la gara, attorno a cui gira tutto il libro, ci sono testimonianze di protagonisti e vere cronache dei fatti: tutto il match è sviscerato, compreso il fattaccio, compreso tifosi e polizia tedesca che nascondono la lattina incriminata (gara tra l'altro al limite della praticabilità sia per lo stadio di dimensioni e capienza ridotte, che per la mancata recinzione a bordo campo, allora quasi impensabile), compreso Mazzola, abile a gettarsi tra il pubblico e “rubare” un'altra lattina di Coca-Cola (a proposito lo sapevate che a differenza di quelle dei giorni nostri, quella che colpì Bonimba non era così leggera: diametro di 6,7 centimetri, altezza di 12 centimetri e peso piena pari a 425 grammi) da porre all'arbitro come oggetto contundente, per terminare con il match in cui l'Inter ad onor del vero venne surclassata e travolta non solo per aver perso Boninsegna.
Dopo il campo, la vera partita, quella del ricorso di Peppino Prisco, l'avvocato nerazzurro, non solo contro i tedeschi, ma contro tutto un sistema, infatti l'Uefa non prevedeva la vittoria a tavolino e il regolamento era libero a svariate interpretazioni.
Contro tutto e tutti (come sempre, siamo l'Inter), compreso i pareri di critici, stampa e mondo calcistico intero, Prisco raggiunse un traguardo storico, lui stesso definì “...oggi ho segnato un gran gol...”; mai era stato ribaltato un risultato sportivo ma questa volta l'Uefa decise oltre che per la squalifica del campo e l'ammenda al club tedesco, la non omologazione dell'incontro, anzi la ripetizione dell'incontro, che venne poi disputato dopo la gara di ritorno di San Siro (le date erano già fissate e non si poteva in nessun modo bypassarle).
Diciassette capitoli per raccontare al meglio quel che successe, fino al controricorso perso dai tedeschi, 130 pagine circa per narrare l'impresa di Prisco, terminando con i risultati ed i tabellini degli altri due match (Inter-Borussia 4-2 e la ripetizione della prima Borussia-Inter 0-0) e con il proseguimento della competizione fino al termine del torneo: l'ultima volta che siamo giunti in finale della Coppa dei Campioni, Rotterdam, 31 maggio 1972 Ajax-Inter 2-0, proprio in Olanda, contro i detentori del trofeo, e soprattutto contro la squadra che giocò il miglior calcio di quegli anni con la stella Johan Cruijff.
Prefazione di Luigi Maria Prisco
Città del Messico, stadio Atzeca
Gol di Grosso! Gol di Grosso!
Tutto era cominciato bene
Le squadre entrano in campo
La partita della lattina
Il regolamento non parla chiaro
Senza precedenti
Ricorso
L'attesa
Sorpresa a Ginevra
San Siro
Controricorso
Assedio a Berlino
I tulipani di Cruijff
Epilogo
I tabellini delle tre partite
Come detto un libro di carattere storico, inedito, ben scritto, scorrevole e che fa rivivere scene ai più sconosciute, comprese le emozioni dei protagonisti, i retroscena di un periodo in cui le sfide calcistiche tra Italia e Germania erano qualcosa di unico e spettacolare, così come i due club che si affrontano nella competizione massima, quelli che in Europa giocavano il miglior calcio (Ajax a parte); un incontro che cambiò radicalmente il calcio ed i suoi regolamenti a livello Uefa, il tutto anche grazie ad un uomo mitico come Peppino Prisco autore di un vero capolavoro.
Da leggere, riuscendo persino ad emozionarsi pur a 38 anni di distanza...
Autori: Stefano Tomasoni
Editore: Limina
Anno di pubblicazione: 2009



1 commenti:
Libro interessante, non lo conoscevo questo! ottimo consiglio Orgoglio, bravo!
ciao
Sergio
C'èSolol'Inter!!!|ilBlog
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