Quando la fede si colora

22/09/09

Inciviltà sportiva

Siamo alle solite.
I campi di calcio, gli stadi e il sistema sportivo si qualificano per quello che sono: un giro d'affari cui nessuno può rinunciare, una corsa alla popolarità cui è impossibile sottrarsi e lo specchio di un'italietta ricca di pregiudizi e ipocrisia.
Ipocrisia in tutto, nelle parole e nei contenuti, nel buonismo di 4 allocchi che predicano pace e fratellanza ma poi come i più imbecilli dei razzisti si lasciano andare a fischi e buu degni dei peggiori esseri viventi (chiamarli umani sarebbe in questo caso un complimento che non meritano); primati nel cervello sempre che lo abbiano e nelle azioni, meriterebbero di essere squalificati e interdetti all'accesso agli stadi per tutta la vita.
Ma siamo in Italia e i 2 pesi e le 2 misure valgono in tutto, anche nel calcio; lo sa l'arbitro per primo che certo della sua impunità finge di non sentire nulla di quello che accade oltre la rete di protezione, non gli conviene perché sospendere la partita sarebbe un affronto alla formula del “the show must go on” e si sa, i pochi coraggiosi che hanno il coraggio di combattere il sistema rischiano di fare una brutta fine.
Manca il coraggio ai nostri arbitri, meglio non vedere e non sentire; il vizio di fare gli gnorri è ormai di lunga data e quando a farne le spese è un ragazzo che all'apparenza può apparire borioso e antipatico il godimento del far finta di nulla è ancora maggiore.
Che lo insultino, che fischino, che facciano quello che vogliono di lui, meglio lavarsene le mani e come il più pavido Pilato lasciare che gli altri decidano della sua vita.
Lo speaker ci ha provato, il richiamo ai tifosi e la menzione del regolamento Figc non ha però sortito alcun effetto, l'arbitro era in altre faccende affaccendato; la prima cosa da fare era levarsi di torno Mou e la voce dell'allenatore si sa, è sempre più forte di qualsiasi coro o concerto di fischi di una parte dello stadio...la seconda cosa invece...
Seconda cosa? C'era altro da fare quel giorno? Altre incombenze in quello stadio?
Evidentemente no, dopo aver dato un rapido sguardo agli spettatori, Orsato deve aver deciso che si trattava di giovani allegri e caciaroni, sospendere la partita sarebbe stata una brutta punizione per i poveretti e così ha pensato di passarci sopra.
Non è la prima volta che un calciatore viene insultato per il colore della sua pelle e non sarà sicuramente l'ultima, finché le acque non si smuoveranno la tifoseria (di tutte le squadre) sarà sempre costretta a subire la presenza di alcuni infiltrati decerebrati lieti di mostrare la loro inferiorità intellettuale, stupidi rappresentanti di una inciviltà sportiva che sarebbe ora di combattere.
Allo stadio si fischiano gli avversari, mi pare giusto, tifare orgogliosamente la propria squadra e affossare la sfidante è normale e appartiene al gioco ma non quando a farne le spese è unicamente un ragazzo che viene giudicato diverso e peggio ancora quando si nasconde un vizietto tipico di alcuni tifosi dietro alla presunta antipatia verso il giocatore.
Sarebbe ora di darci un taglio, lo speaker non è sicuramente l'ultimo imbecille sulla faccia della terra e se anche lui si è accorto di quello che stava succedendo prodigandosi per far cessare la disumanità del razzismo allora c'è qualche cosa che non quadra; Mario Balotelli è Italiano come e più di molti altri, gioca nella Nazionale (Under 21), non fa solo presenza, combatte per farla vincere come e quanto gli altri suoi compagni che hanno il colore della pelle come quello della maggior parte del popolo italico.
Considerarlo diversamente è un'assurdità, l'appartenenza a un popolo non si decide sulla base del colore della pelle, degli occhi, dei capelli o della religione; il senso di appartenenza si sviluppa crescendo, assimilando e condividendo gli usi, i costumi e le tradizioni della comunità in cui si vive.
Balotelli è Italiano come e quanto me ma lo è anche molto più di molti altri che orgogliosamente si definiscono “Italiani.”
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1 commenti:

4EverInter ha detto...

Che dire...gli imbecilli sono sempre tanti...
La cosa piú squallida é sentire certi commenti dagli addetti ai lavori che difendono ancora questa gente invece di prendere le dovute distanze...vero Allegri ?
E poi come al solito 2 pesi ...2 misure !

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