Quando la fede si colora

27/11/08

INTER-PANATHINAIKOS 0-1 (0-0)

La peggior Inter della stagione perde l’imbattibilità casalinga stagionale e viene sconfitta a Milano nel 5° incontro dl Girone B di Champions League dal Panathinaikos, una mediocre squadra greca.
Mourinho forse per ora, utilizza la Champions League come allenamento, abbandona il modulo vincente e spettacolare degli ultimi due incontri (4-4-2) contro Palermo e Juventus e, torna al suo amato 4-3-3 un po’ atipico e rivisitato, con Adriano e Ibrahimovic attaccanti e Figo (a sorpresa, dopo due mesi al rientro dall’infortunio) terzo incomodo, libero di giostrare dietro i primi due; il resto prevede Cambiasso, Zanetti e Muntari in mediana; Julio Cesar portiere e difensori Maicon, Cordoba, Materazzi e Maxwell.
Ad inizio di partita è l’Inter a condurre il gioco, ma sbatte inesorabilmente contro il muro umano, costituito dai greci, in pratica tutti schierati nella loro metà campo; poco a poco, vista anche la svogliatezza nerazzurra, il Panathinaikos ha cominciato ad uscire dal guscio e tentare delle giocate anche nella metà campo dell’Inter, fermandosi ogni volta al limite per gli ottimi interventi difensivi.
Poche le occasioni nel primo tempo (nessuna per i greci), ma clamorose: Cambiasso per Adriano che di sinistro dalla sinistra centra il palo, peccato fosse in fuorigioco, per cui sarebbe stato annullato; il primo vero tiro (quello precedente non va considerato) al minuto 30° circa, Cambiasso imbecca Ibrahimovic, che solo, sull’uscita del portiere tenta il pallonetto che termina alto; tiro fuori di Muntari; tiro fuori di Ibra ancora imbeccato da Cambiasso.
Nella ripresa la novità è Quaresma per Muntari, che porta il baricentro della squadra ancora più avanti sbilanciandola pericolosamente, nonostante questo, la squadra nerazzurra continua a non tirare mai in porta, ed anzi al minuto 68° subisce la rete del vantaggio degli ospiti: angolo dalla sinistra dell’Inter, colpo di testa in centro area di un giocatore greco (che svetta su Figo), miracolo di Julio Cesar che respinge, ma il più lesto ad arrivare sul pallone è Sarriegi, che facile facile insacca.
Mourinho effettua gli ultimi cambi: Balotelli per Figo e Cruz per Maxwell; il tutto per tutto, oppure avanti tutta, sembrano le mosse di un disperato, e così in effetti è, visto che con ben cinque attaccanti si arriva a tirare in porta e a creare scompiglio al Panathinaikos solo dal 90° al 95° (minuti di recupero) e per tre volte è Cruz ad avere la palla buona, ma portiere o mira non aiutano l’Inter.
I greci sornioni, dopo il gol si sono rintanati in undici in area, ed il risultato paga, forse era più giusto un pareggio, ma il Panathinaikos non ha rubato nulla e neppure demeritato, dal canto suo l’Inter è stata veramente inguardabile, e paradosso di tutto, nonostante la sconfitta è già qualificata agli ottavi di Finale (si vedrà dopo il turno finale se passerà come prima o seconda); la fortuna di Mourinho è essere capitato in un girone facile, con squadre scarse, perché il cammino fin qui svolto in questa competizione, è stato piuttosto pietoso, che sia il segno buono? Quando da febbraio comincerà la fase finale, si vedrà la vera Inter? (gli ultimi anni, a fronte di un girone ben giocato, ci si ritrovava subito fuori agli Ottavi o al massimo nei Quarti!).

Inter 8
Panathinaikos 7
Anorthosis Famagusta 6
Werder Brema 4

Marcatore: 68' Sarriegi
Inter: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 2 Cordoba, 23 Materazzi, 6 Maxwell (75' 9 Cruz); 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 20 Muntari (46' 77 Quaresma), 7 Figo (72' 45 Balotelli); 8 Ibrahimovic, 10 Adriano.
A disp.: 1 Toldo, 5 Stankovic, 16 Burdisso, 33 Mancini.
All.: José Mourinho.
Panathinaikos: 1 Galinovic; 29 Nilsson, 24 Vyntra, 8 Goumas, 3 Sarriegi, 31 Spiropoulos; 19 Gabriel ( 84' 22 Tziolis), 23 Simao, 15 Gilberto Silva, 21 Karagounis (63' 14 Salpingidis); 26 Mantzios (94' 5 Rukavina).
A disp.: 30 Tzorvas, 4 Mattos, 7 Ninis, 27 Ivanschitz.
All.: Henk Ten Cate.

Ammoniti: Galinovic, Goumas
Arbitro: Tom Henning Ovrebo (Norvegia)

Si ringrazia il sito Inter.it per aver autorizzato la riproduzione dell'immagine.
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