Quando la fede si colora

27/09/08

Il campionato del rosicone

Mourinho non le manda a dire anzi, dopo essere stato a “riposo” prima e dopo l’incontro contro il Lecce, il tecnico portoghese è tornato a parlare con la stampa prima del Derby.
Senza peli sulla lingua ha risposto ai giornalisti che hanno solleticato il suo amor proprio e orgoglio senza scomporsi ma ha mostrato un “savoir fare” che molti altri allenatori, presidenti (vedi Ranieri, Beretta) e la stampa stessa possono solo sognare d’avere…ma non lo avranno mai perché la signorilità, l’onestà e il saper dire in faccia alle persone ciò che si pensa pare non appartenere proprio a questo genere.
Improvvisamente Mou scopre che Beretta con cui allo stadio aveva avuto occasione di scambiare alcune parole in realtà è una pecora travestita da lupo anzi no, è una persona che ha paura a dire le cose come stanno, a recriminare direttamente con chi ha fatto lo “sgarro” ma preferisce nascondersi dietro la stampa, dare in pasto ai giornali parole superflue, parole pubbliche a un pubblico che lo difenderà dal “terribile Mou”.
Perché è così, dire le cose vis-a-vis con uno squalo come Mourinho è pericoloso….vedi mai che ti mangia! Allora che fare? Quasi quasi è meglio dirle a un giornalista e tutelarsi…ah ah ah, Mou Mou, non mi avrai mai…….Probabilmente nel cervello di Beretta si devono essere susseguite frasi del genere, nell’avvicendarsi di paura e sbruffoneria, di bugie e amenità varie, alla fine ha deciso di non dire le cose al diretto interessato ma di spararle grosse alla stampa.
Al contrario di quello che il signor Beretta può pensare, l’aver mandato Baresi in conferenza stampa non è stata una mancanza di rispetto ma al contrario, un modo come un altro per valorizzare il team di cui si circonda; non è nuovo l’allenatore nerazzurro a trovate del genere e mai nessuno si era sognato di farne un caso, solo qui in Italia si è creato un problema inesistente.
Forse ha ragione Mou quando dice che Beretta dovrebbe prima lavorare sulla personalità, acquisire coraggio, farsi forza insomma, bel coraggio ci vuole a parlare con la stampa e non con il diretto interessato. Si, il coraggio del pavido!
E venne il turno di Ranieri. Già qualcuno ci dovrebbe spiegare con che coraggio e a che titolo Ranieri si permette di parlare del nostro tecnico e dell’Inter; con che faccia si guarda allo specchio la mattina uno che accusa gli altri senza prima aver fatto un minimo di autocritica? Ranieri farebbe bene a farsi un bel ritiro lontano da scene e riflettori per tornare con i piedi per terra e prima di accusare gli altri di mancanza di rispetto dovrebbe iniziare a essere lui a portarlo.
Anche Mourinho non si fa scappare l’occasione di rispondergli, è un fiume in piena, non gli mancano le palle e le capacità di difendere se stesso e la sua squadra; non si fa scappare l’occasione di ricordare come l’allenatore bianconero (bianco come il colore dell’inquinamento nei fiumi e nero come l’acqua nelle fogne), stando in Inghilterra portò tanto rispetto a chi gli dava lo stipendio da non saper quasi dire Good Morning e Good Afternoon mentre Mou, in segno di rispetto per l’Inter (e magari non solo per lei) ha studiato l’italiano….e il modo in cui lo usa per rispondere a tono non lascia dubbi sul fatto che si sia impegnato e abbia imparato.
Certo, Ranieri può parlare come vuole anche perché nelle ultime due partite (contro il Catania e contro la Sampdoria) la sua squadra ha vinto…come dite? No? Ho sbagliato???? Ha pareggiato? Beh, allora no, non può parlare, meglio che pensi ad allenare per la vittoria…o quel che conta è partecipare?
E se pensa che a 70 anni sia difficile imparare (quasi impossibile) è meglio che si metta in pensione con un bel bassotto accoccolato vicino ai piedi e il giornale (magari la Gazzetta) tra le mani, sicuramente si troverà più a suo agio che in un mondo cui non riesce ad adeguarsi a causa della sua età avanzata. Come dire…largo ai giovani!
Ultima stoccata per la stampa e il nostro bel popolo che nel modo di vedere di Mourinho è più interessata allo show e i pettegolezzi che girano intorno al calcio piuttosto che al gioco stesso; impossibile dargli torto.
Se invece di far caso a quel che Mou ha detto, Mou ha fatto, si ubriaca con l’aceto di mele o con latte e Nesquik si facesse attenzione al suo gioco, la tecnica e le astuzie che usa forse sarebbe meglio. Se la stampa invece di creare e alimentare polemiche si preoccupasse dello sport, se i giornalisti sportivi facessero il loro lavoro invece che i gossippari sarebbe solo un bene per il calcio e lo sport in generale…..farsi bacchettare da Mou sull’amore per il calcio non ha prezzo……per tutto il resto c’è Mastercard.

Si ringrazia il sito Inter.it per aver autorizzato la riproduzione dell'immagine.
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