Quando la fede si colora

01/09/08

SAMPDORIA – INTER 1-1 (0-1)

E’ iniziato il campionato 2008- 2009 ed è stato subito anticipo serale in quel di Genova contro la Sampdoria, ma soprattutto è stato subito un pareggio. Qualcuno già rivangando il recente passato (Mancini) noterà con scaramanzia che l’ultima stagione partita allo stesso modo (Inter – Udinese 1-1) finì con il trionfo scudetto di Parma e allo stesso modo a Genova il termine della partita tra nerazzurri e blucerchiati decretrò un modesto 1-1..…
Ma questa è tutta un’altra storia superata e archiviata che adesso ci ha proiettato verso un nuovo futuro tutto da scoprire, soprattutto per la presenza di Mourinho in panchina. Come spesso succede ad inizio campionato “le grandi” faticano sempre anche se, nel caso dei nerazzurri reduci dalla vittoria in Supercoppa Italiana della passata settimana, forse ci si aspettava di più.
La gara si è giocata sulla falsariga del match giocato contro i giallorossi anche se con molte meno occasioni da gol; sembra che l’Inter sia ancora un po’ imballata, come se ci fosse un freno a mano tirato… il dubbio però è più grande di quel che sembra, non sarà forse che il gioco di Mourinho è una continua tiritera, d’accordo il possesso palla è quasi predominante, come il pressing continuo sugli avversari, però in quanto a divertimento poco o nulla, la partita rischia di diventare un po’ monotona, si continua far girare la palla fino trovare il pertugio verso la rete avversaria e quando questo avviene, ci si smolla un poco (vuoi per la reazione degli avversari, vuoi per il giusto rifiatare) anziché andare subito al raddoppio. Forse il mister lusitano si è emozionato alla prima giornata italiana di campionato.
Mourinho schiera Julio Cesar tra i pali, classica difesa a quattro con Maicon a destra, Maxwell a sinistra, Materazzi al rientro dopo l’infortunio e Cambiasso ancora in difesa in sostituzione dei numerosi infortunati; centrocampo con Stankovic diga proprio davanti alla difesa, Zanetti a destra e Muntari a sinistra, quindi in attacco Ibrahimovic perno centrale con Mancini e Figo sugli esterni liberi di cambiarsi le fasce e le posizioni (inizialmente il brasiliano gioca sinistra e il portoghese a destra). Pronti via ed è subito Inter che giostra il possesso di palla girando ripetutamente tra i centrocampisti con Stankovic ben attento a mantenere la posizione e Muntari un po’ più libero di avanzare, e quantomeno all’inizio con un po’ di verve.
La Sampdoria attenta nelle marcature cerca di ripartire velocemente con il riferimento Cassano davanti, poche comunque le conclusioni degne di nota, la partita continua a svolgersi prevalentemente a centrocampo e nelle rare volte che qualcuno si libera il tiro svanisce nel nulla come nel caso di Cassano alto almeno un paio di volte al tiro sopra la traversa o Sammarco debole verso il portiere nerazzurro.
Primo tiro e primo gol, minuto 33 dopo una splendida azione di Mancini, Ibrahimovic si libera del suo uomo e conclude a rete con un preciso diagonale, ci si aspetta qualcosa di più da ambo le parti, ma il primo tempo non mostra altri segni.
La Doria si mostra con ben altro piglio nella ripresa , decisa almeno a ristabilire la parità, mentre l’Inter agisce solo in contropiede; che sia questo il vero gioco di Mourinho? Un tecnico ancora da scoprire, quantomeno in Italia, tanto giro di palla fino al vantaggio, per poi rintanarsi davanti alla propria area e ripartire con contropiedi veloci.
Così facendo Ibra va al tiro alto dopo splendida azione di Maicon, ma al 23 minuto a seguito di un’azione pasticciata da una parte e dall’altra Del Vecchio è il più lesto ad appoggiare la palla in rete per il meritato pareggio da due passi.
Quando ormai sembra che il pareggio stia bene ad entrambi, forse per le squadre allungate a causa della stanchezza giungono splendide palle gol ed emozioni mancate fino a quel momento:
26’ Cassano lanciato a rete tutto solo recuperato in estremis da Materazzi; 31’ colpo di testa debole di Stankovic tra le braccia del portiere; 38’ punizione potentissima di Balotelli da 35 metri almeno un metro lontana dalla porta di Mirante; 41’ bordata dalla distanza di Palombo che Julio Cesar devia in angolo, e si chiude al 42’ con un colpo di testa di poco alto di Jimenez su imbeccata di Ibrahimovic.
Restano i dubbi di un’incompiuta, certo non si può parlare di bel calcio, poche emozioni pareggio giusto (anche a livello di angoli più o meno pari, forse leggera predominanza blucerchiata), bisogna vedere come proseguirà la stagione, l’impressione comunque è che tutto il gioco si svolga e debba passare per Ibra, ovvero a parte il settore difensivo, il centrocampo continua a far gioco, con l’unico riferimento all’attaccante davanti, che non a caso ha realizzato, ed anche in vantaggio quando avvengono ripartenze veloci in contropiede palla a lui (tante volte stretto tra tre avversari) sperando in qualcosa inventato; con due ali che in questo tipo di gioco non possono che sfiancarsi correndo avanti ed indietro sulle fasce, con il risultato che dopo poco del secondo tempo sei costretto a sostituirli entrambi (vedi Balotelli per Mancini e Jimenez per Figo), tornando alla partita odierna difesa mediamente sufficiente con nota di merito a Cambiasso (costretto a giocare in un ruolo non suo) ed il solito Ibra per quel che riguarda l’attacco, non pervenuti i tre cambi, ma insufficienze per il centrocampo che non ha sostenuto a dovere il reparto avanzato dove spiccano anche qui brutti voti specie per Figo mai capace di saltare l’uomo (forse era meglio se andava in pensione).
Sampdoria: 83 Mirante; 16 Campagnaro (34' st. 6 Lucchini), 28 Gastaldello, 5 Accardi; 23 Stankevicius (12' st. 20 Padalino), 21 Sammarco, 17 Palombo, 19 Franceschini, 46 Pieri; 40 Delvecchio (41' st. 88 Dessena); 99 Cassano.
A disposizione: 90 Fiorillo, 3 Ziegler, 9 Fornaroli, 14 Bottinelli.
Allenatore: Walter Mazzarri.
Inter: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 19 Cambiasso, 23 Materazzi, 6 Maxwell; 4 Zanetti, 5 Stankovic, 20 Muntari (27' st. 11 Jimenez); 7 Figo (27' st. 18 Crespo), 8 Ibrahimovic, 33 Mancini (19' st. 45 Balotelli).
A disposizione: 1 Toldo, 2 Cordoba, 15 Dacourt, 9 Cruz.
Allenatore: José Mourinho.
Ammoniti: Muntari, Figo; Franceschini, Padalino.
Arbitro: Roberto Rosetti (Torino).
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