Quando la fede si colora

06/06/17

Spalletti nuovo mister

Dopo il tritallenatori della passata stagione che ha portato di tutto un po', sulla panchina nerazzurra giunge Luciano Spalletti, toscano di Certaldo dove è nato il 7 marzo 1959.

Per molti una seconda/terza scelta, si puntava a Conte, a Simeone, veri e propri leader della panchina ed ecco invece Spalletti.

Un eterno perdente, forse si, anzi un eterno piazzato, certo non ha avuto fortuna, prima l'Inter stellare di Josè Mourinho, poi la Juve di Allegri, e lui sempre lì nel mezzo, anzi sempre al secondo posto, con un intramezzo tra le due in Russia allo Zenit San Pietroburgo.

E vale la pena ricordare innanzitutto i successi proprio in Russia eh... un paio di Coppe Italia e Supercoppe Italia vinte contro di noi, quindi non è proprio uno sprovveduto, anche se a onor del vero pesa come un macigno la mancata conquista del Tricolore proprio nell'anno del Triplete 2010, quando a due giornate dalla fine era in testa, per poi “suicidarsi” in casa alla penultima contro la Sampdoria permettendo il contro sorpasso nerazzurro.

Un suo merito va riconosciuto, le sue squadre, fin dai tempi dell'Udinese hanno sempre disputato ottimi incontri, mettendo in mostra un gran calcio, spesso spettacolare...non sarà così da noi.

Io non lo vedo un tecnico adatto all'Inter, spero di essere smentito, ci voleva, visto la scorsa stagione uno di polso come i succitati mister, l'impressione che dà di se è di essere piuttosto “molle”, forse un po' “moscio” anche come modo di porsi davanti alle telecamere, del resto anche Mourinho lo sbeffeggiò più e più volte ridicolizzandolo.

La mia impressione è che non raggiungerà il panettone, forse neppure il “pane dei morti”, mi ispirava molto di più Stefano Pioli, speriamo che il biennale più opzione sul terzo anno mi smentiscano, vorrebbe solo dire che ha intrapreso una nuova vita nerazzurra vincente.

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25/05/17

Maglia 2017/18

Presentata quest'oggi la nuova maglia per la stagione 2017/18, ecco quanto esposto al pubblico:

“La nuova divisa Home dell'Inter trae una forte ispirazione dalla città di Milano e sfrutta la tecnologia Dri-FIT. 
Il classico design nerazzurro infatti è stato rivisitato in chiave moderna: sul busto, le strisce verticali in larghezze diverse richiamano fortemente la nuova architettura della città. 
Tra i dettagli che rimandano alla storia del Club, la scritta "Nerazzurri" in bianco all'interno del colletto. 
I calzoncini sono neri con il logo dell'Inter sul davanti a destra e lo swoosh in bianco a sinistra. 
A completamento della divisa, le calze nere dotate di tecnologia Nike Grip, riportano sul davanti la scritta "Inter", sul retro strisce orizzontali azzurre. 

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09/05/17

La pirlata di fine stagione

Non c'è fine al peggio in questa stagione, dopo gli ottimi risultati ottenuti all'inizio del suo mandato, la stagione nerazzurra ha subito una brusca virata verso il baratro, collezionando nelle ultime sette gare due miseri punti frutti di altrettanti pareggi ma, soprattutto, cinque sconfitte, portando così la società nerazzurra a sollevare dall'incarico Stefano Pioli a sole tre giornate dalla fine; veramente una pirlata, affidando la squadra a Stefano Vecchi allenatore della primavera, che già aveva condotto la prima squadra in due gare tra l'esonero di De Boer e l'arrivo di Pioli stesso.

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21/04/17

E’ tutto scritto

Ecco qui una nuova celebrazione del Capitano, avete capito di chi si tratta? Ma ovviamente di Javier Zanetti, l’uomo dei record, il proprietario della casacca nerazzurra numero 4, JZ4 Capitano Fantastico, semplicemente leggenda. 

Poco meno di 240 pagine senza indice dove, Zanetti stesso, ripercorre in varie tappe, in rigoroso ordine cronologico, la propria carriera da Capitano, riproponendo 120 fasce tra tutte quelle che ha indossato in maglia nerazzurra; a ogni narrazione della sua storia corrispondono due foto a colori, una della fascia trattata e una di lui in azione di gioco con la stessa fascia indossata. 

Ce ne sono di tutti i tipi e gusti, si va dalle più semplici a quelle via via più complesse e personalizzate, alcune di quelle scelte trattano momenti salienti come il raggiungimento delle 300 presenze in Serie A il 10 novembre 2004 (Inter-Bologna 2-2), o come la suggestiva “L’Olimpo dei 1000”, 11 maggio 2011 (Inter-Roma 1-1), in cui compaiono i 10 giocatori (Zanetti compreso) che a quella data avevano toccato la venerabile cifra di 1000 match ufficiali in carriera. 

Altre sono celebrazioni di match importanti come quella del 20 aprile 2010 Inter-Barcellona 3-1, oppure quelle dedicate alla Fondazione PUPI. 

Tutte belle e uniche, come quella indossata il 10 maggio 2014, l’ultima davanti ai tifosi nerazzurri, con “Zanetti 4 ever” scritto centralmente in grande e, tutt’intorno, i nomi di 270 giocatori, i suoi compagni d’avventura nerazzurra. Semplicemente fantastica. 

E che dire di quella del 6 gennaio 2011, Inter-Napoli 3-1? Da sinistra a destra il simbolo dell’Inter e i cinque trofei conquistati nel 2010, sotto, la scritta 2010 PENTACAMPEON

L’unico rammarico è che molte di queste fasce siano abbinate a partite non certo fortunate o da ricordare; un esempio? Il 20 settembre 2011, Novara-Inter 3-1, e la dedica “La 757”: Zanetti diventa il giocatore con più presenze in nerazzurro superando Beppe Bergomi, fermo a 756... meritava miglior fortuna. 
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08/11/16

Avanti il prossimo...Pioli

E’ Stefano Pioli il nuovo allenatore nerazzurro che va a sostituire l’esonerato Frank De Boer, anzi, prende il posto di Stefano Vecchi che, dopo l’olandese, ha condotto l’Inter per due match. 

Ribadendo di nuovo che probabilmente le colpe non erano tutte di De Boer, in questi giorni abbiamo assistito a una sorta di farsa, dapprima l’olandese veniva confermato per poi essere silurato dopo l’ennesima debacle, poi la squadra affidata momentaneamente al tecnico della primavera in attesa di una decisione su di un nuovo allenatore... e qui forse si è toccato il paradosso, con una società ancora non ben costruita e con la stampa a fare la parte del leone. Si è parlato di veri e propri casting con allenatori provenienti da ogni parte del globo, finché finalmente ecco il nome. 

Stefano Pioli da Parma (20 ottobre 1965), probabilmente la scelta migliore disponibile, la più giusta e intelligente, oltre ad essere un tecnico preparato, ha fatto già una buona gavetta (Parma, Bologna, Palermo, Chievo) raggiungendo un insperato terzo posto e l'accesso al preliminare di Champions League con la Lazio due stagioni fa. 

Proprio perché italiano e da tempo nel nostro calcio, conosce a menadito le squadre italiane, la realtà italiana, il Campionato italiano, giocatori sia avversari che facenti parte della rosa nerazzurra a sua disposizione. 

Può calarsi alla perfezione nella famiglia nerazzurra avendo anche le spalle piuttosto grandi per sopportare pressioni che solo a Milano ci sono, anzi ci sono solo sulla sponda Inter. 

Nel suo staff, ancora non reso noto, capeggia un nome di grande impatto, lui pare abbia voluto accanto una figura importante nerazzurra e la scelta è ricaduta su “The wall” Walter Samuel, un gradito ritorno nel cuore di tutti i tifosi nerazzurri. 

L’avventura non sarà certo semplice, basti pensare che Pioli si troverà a esordire nientemeno che nel Derby, proprio come il Mancini bis, ma non solo, dopo il Milan toccherà alla Fiorentina e poi al Napoli, come dire, chi ben comincia... 

Benvenuto, in bocca lupo e cerca di resistere almeno fino al termine del contratto, a giugno 2018. 


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