15 mag 2015

Inter e Juventus: rivalità infinita

Il tempo passa ma le cose non cambiano, anzi, se possibile peggiorano sempre più, la rivalità tra Inter e Juventus non accenna a placarsi; calciopoli sembra aver acuito le distanze tra le tifoserie, accendendo lo scontro sportivo e non solo. 

E’ di nuovo il momento del “Derby d’Italia” che vedrà le due compagini fronteggiarsi in uno scontro che ha peculiarità uniche, nessun rapporto tra squadre e tifoserie può infatti essere accostato a questo; sembrano lontani i tempi in cui entrambi potevano fregiarsi del titolo di “mai stati in B” perché dal 2006 i bianconeri sono stati penalizzati da una retrocessione. 

Inutile dire che questo è diventato ulteriore elemento di scontro e sfottò tra supporter. 

Le origini della rivalità si perdono nel tempo, ormai dimenticate dai più, vanno ricercate nel periodo dell’industrializzazione e la conflittualità tra 2 città che cercavano di emergere economicamente, due città in competizione, apertamente concorrenziali; questa dualità “industriale” ha fatto presto a trasferirsi anche sul campo e palesarsi su striscioni e rincorse a trofei e titoli. 

Una sana competitività ha però finito per degenerare nella stagione 1960/61 con un incidente che poteva essere evitato con un po’ di buonsenso: 16/4/1961, i tifosi accorsi ad assistere alla sfida sono tanti, troppi da sopportare per la struttura ospitante, si supera di 10.000 unità il limite massimo previsto; vengono comunque fatti entrare e accomodare sulle tribune del Comunale, a bordo campo, ogni angolo libero poteva essere occupato con il bene placito dell’arbitro che, incurante del pericolo imminente dà l’avvio alla partita. 

In un clima surreale inizia un match che al trentesimo dovrà essere sospeso per invasione di campo della folla. La vittoria a tavolino dei nerazzurri per 0-2 non andò a genio alla Juve che si appellò al Caf (il cui presidente era Umberto Agnelli) e, naturalmente, facendo il proprio interesse, decise che la gara si sarebbe dovuta rigiocare. 

Con i torinesi già campioni si rigiocò in campo neutro; l’Inter, per volere di un indignato presidente Angelo Moratti protestò schierando la primavera e perdendo 9-1

Da quel giorno il sospetto albeggiò su ogni gara minando e rovinando l’atmosfera che si sarebbe dovuta respirare. 

Altri scontri indiretti contribuirono a peggiorare la situazione, il primo fu lo strano gol subito dalla grande Inter di Herrera nel 1967 in quel di Mantova; era l’ultima giornata di campionato e il portiere Sarti (nerazzurro) in maniera indifendibile fece passare la palla che si insaccò regalando il tricolore ai bianconeri. Sarà un caso ma l’anno successivo Sarti vestì la maglia della Juventus. 

I due 4-0 subiti dalla Juventus a Milano l’11 novembre 1979 e l’11 novembre 1984 non fecero altro che accrescere l’astio così come, il negato rigore a Ronaldo il 26/4/1998 decretò quasi automaticamente la vittoria del tricolore della Juventus. Se Ronaldo avesse realizzato, il titolo, forse non si sarebbe tinto di bianconero. 

A causa dell’atteggiamento dei tifosi invece, l’1/5/1983, la partita Juventus-Inter terminò con uno 0-2 a tavolino; giungendo nei pressi dello stadio, il pullman dei nerazzurri venne colpito da un lancio di mattoni, dei quali, uno, colpì Giampiero Marini, rendendogli impossibile la disputa del match. L’arbitro fece comunque giocare la partita che, terminò regolarmente con un 3-3 ma che in seguito, venne ribaltato dal Caf decretando al vittoria dei nerazzurri. Ancora oggi le liti non si fermano, calciopoli continua a creare polemiche e ripicche, scudetti regalati o restituiti, ricordi alla magistratura e appellativi poco simpatici tra tifoserie sono all’ordine del giorno. 

Una lotta che non avrà mai fine, qualsiasi cosa accadrà, che sia decisa dalla magistratura sportiva o dal campo non sarà mai accettato come pulito e privo di sospetti. 

Nel frattempo, non resta che attendere il prossimo match per assistere a nuovi veleni che getteranno l’ennesima ombra su quello che fu il “miglior campionato del mondo”. 

13 mag 2015

Nextwin, scommettiamo che vinci?

Il mondo delle scommesse online è molto variegato, i motivi per cui si decide di scommettere possono essere tanti e il rischio di perdere soldi è alto; esiste tuttavia un modo per scommettere e divertirsi senza rischiare il proprio denaro ma, al contrario, con la possibilità di vincere fantastici premi.  

Nextwin è il social game dei pronostici sportivi che mette in competizione chi ama scommettere e vuol dimostrare di essere il migliore, ma non solo; può essere infatti considerata come una piattaforma che permette di imparare da chi è più bravo, basta fare attenzione, studiare le statistiche e le schedine altrui, analizzare le proprie performance paragonandole a quelle dei migliori e il gioco è fatto. 

Giocare, commentare, complimentarsi con gli altri, analizzare profitti e percentuali di vittoria sono la strada più sicura per poter prendere parte e cercare di vincere la competizione del mese: “Il migliore pronosticatore del mese”. 

I premi in palio sono allettanti infatti, il primo classificato potrà portarsi a casa un ipad mini, il secondo un biglietto per assistere a una partita della squadra del cuore e, il terzo, un dispositivo che aiuta a cercare gli oggetti “Filo”. (www.filotrack.com

Se la competizione mensile non vi basta, sappiate che ne esiste anche una settimanale: “Il migliore pronosticatore della settimana”. In questo caso i premi saranno un amazon gift card per il primo classificato, un dispositivo che aiuta a cercare gli oggetti “Filo” per il secondo (www.filotrack.com), un biglietto per lo stadio al terzo classificato e altri premi, fino al decimo. 

Se volete restare sempre aggiornati, non potete non scaricare la nuova applicazione per IOS e Android, uno strumento in più per passare del tempo divertendosi e aspirando a essere il migliore scommettitore. 

Insomma, un’opportunità unica per gli scommettitori incalliti per far vedere quanto si vale, primeggiare e divertirsi; ma se proprio il tempo di studiare le schedine non c’è, si può sempre scopiazzare dagli altri. In qualche modo, Nextwin potrebbe essere considerato l’E-toro delle scommesse. 

Finalmente è finita l’era in cui chi amava scommettere finiva sempre, in qualche modo, per rischiare di tasca propria; da oggi, si potranno seguire gli eventi sportivi e dire la propria con la tranquillità, senza il timore di trovarsi il portafoglio, o la carta di credito, alleggerita. 

Anzi, c’è anche il “rischio” di vincere. 

20 apr 2015

Tutti gli uomini che hanno fatto grande l'Inter

I GIOCATORI, I TECNICI, I PRESIDENTI: DALLA FONDAZIONE FINO AI GIORNI NOSTRI, LA STORIA NERAZZURRA RACCONTATA ATTRAVERSO LE GESTA DEI SUOI PROTAGONISTI.

In rigoroso ordine alfabetico, che tra l’altro sono anche ovviamente l’indice del libro, che si estende in 230 pagine, si rivivono i protagonisti che hanno reso grande l’Inter, o almeno è quello che pensa l’autore, che a ragione nella presentazione cita un esempio clamoroso: Roberto Carlos, che a tutti gli effetti è stato un vero e proprio fenomeno, ma nonostante anche all’Inter ha fatto vedere grandi cose, essendo rimasto un solo anno non ha inciso per nulla nella nostra storia, soprattutto perché non avendo vinto nulla non è storia, un’opinione più o meno condivisibile, così come lui stesso ammette che potrebbero essere sfuggiti alcuni personaggi nerazzurri, non è certo un lavoro facile, cento e rotti anni con protagonisti veri e altri un po’ meno in una gloriosa storia. 

Ed eccoci ai magnifici 100: 

Adriano Leite Ribeiro – Ermanno Aebi – Luigi Allemandi – Italo Allodi – Alessandro Altobelli – Antonio Valentin Angelillo – Gino Armano – Roberto Baggio – Giuseppe Baresi – Evaristo Beccalossi – Gianfranco Bedin – Giancarlo Beltrami – Mauro Bellugi – Giuseppe Bergomi – Eugenio Bersellini – Nicola Berti – Mario Bertini – Alessandro Bianchi – Graziano Bini – Ivano Blason – Roberto Boninsegna – Ivano Bordon – Andreas Brehme – Sergio Brighenti – Tarcisio Burgnich – Esteban Cambiasso – Aldo Campatelli – Carlo Ceresoli – Luigi Cevenini – Ivan Cordoba – Mario Corso – Julio Cruz – Della Casa (famiglia) – Attilio Demaria – Youri Djorkaeff – Angelo Domenghini – Samuel Eto’o – Giacinto Facchetti – Riccardo Ferri – Luis Figo – Eddie Firmani – Virgilio Fossati – Alfredo Foni – Ivanoe Fraizzoli – Renata Fraizzoli – Annibale Frossi – Giorgio Ghezzi – Attilio Giovannini – Aristide Guarneri – Helenio Herrera – Zlatan Ibrahimovic – Paul Ince – Giovanni Invernizzi – Jair Da Costa – Julio Cesar – Jurgen Klinsmann – Benito Lorenzi – Lucio – Maicon – Roberto Mancini – Giampiero Marini – Marco Materazzi – Lothar Matthaus – Sandro Mazzola – Giuseppe Meazza – Aurelio Milani – Diego Milito – Angelo Moratti – Massimo Moratti – José Mourinho – Istvan Nyers – Gabriele Oriali – Gianluca Pagliuca – Joaquin Peirò – Ernesto Pellegrini – Armando Picchi – Giuseppe Prisco – Herbert Prohaska – Alvaro Recoba – Ronaldo – Ruben Sosa – Karl Heinz Rummenigge – Walter Samuel – Giuliano Sarti – Aldo Serena – Diego Simeone – Luigi Simoni – Nacka Skoglund – Wesley Sneijder – Dejan Stankovic – Luisito Suarez – Francesco Toldo – Giovanni Trapattoni – Christian Vieri – Lido Vieri- Arpad Weisz – Faas Wilkes – Ivan Zamorano – Javier Zanetti – Walter Zenga. 

Uno splendido libro, due pagine per ognuno dei suddetti uomini, corredate da piccola foto rigorosamente in bianco e nero e tabella riassuntiva del ruolo svolto, dati anagrafici, e soprattutto presenze e vittorie in nerazzurro. Come fa notare l’autore, qualcuno potrà essere sfuggito, oppure qualcuno inserito indebitamente, secondo me ha ragione ad avere dei rimpianti, Giancarlo Pasinato andava inserito, per quello che ha fatto all’Inter probabilmente anche Wim Jonk e non solo loro, e se si guarda nell’ottica di aver reso grande l’Inter forse Roberto Baggio e Paul Ince, due autentici Fuoriclasse, in questa classifica non dovevano starci, un po’ come nel discorso fatto per Roberto Carlos, ma ogni tifoso può sempre dire la sua... 

Autori: Furio Zara 
Editore: Ultra Sport 
Anno di pubblicazione: 2011