09/ott/2014

No Milan

Guida teorica e pratica all’antimilanismo (per interisti ma non solo) 

Un libro breve ma intenso, solo 130 pagine (zero fotografie) ma mooolto significative, del resto già il titolo potrebbe dare un idea su ciò che si andrà ad affrontare: No Milan, assolutamente la squadra rossonera è da evitare a tutti i costi. 

Il libro si suddivide in due parti la “Teoria” con un solo capitolo e la “Pratica” con i restanti cinque, con i seguenti titoli: 


Nerazzurri siamo noi 

Rossoneri siete voi 
I dieci milanisti che più ho odiato 

Grazie ragazzi 
I dieci milanisti che ho più amato 

Vi vogliamo così 
Le dieci più grandi gioie che il Milan ci ha dato 

C’è solo un Brian Laudrup 

Ora e per sempre Silvio presidente 

La prima parte del libro sciorina via narrando alcuni passaggi fondamentali dell’essere interista, come ad esempio il famoso 26 aprile 98’ passato alla storia per il rigore negato su Ronaldo in Juventus-Inter o forse più per quella sciagurata decisione dell’arbitro Ceccarini, ma è soprattutto sulla seconda parte, quella definita di “Pratica” che il libro prende piede e il gusto nel leggerlo va aumentando. 

Se con “Rossoneri siete voi” si prova un misto di rabbia ripensando a dieci odiati rivali (Bigon, Hateley, Maldera, De Vecchi, Evani, Massaro, Ganz, Capello, Baresi e Sacchi), con “Grazie ragazzi” si comincia ad assaporare un lento piacere (Davids, Tosetto, Ziege, Pazzagli, Ba, Borghi, Blissett, Calloni, Kluivert e Giussy Farina) delle sciagure rossonere, che culminano con il capitolo dopo, in cui si riportano alla luce vere e proprie perle calcistiche della medesima squadra, senza riportarle tutte, alcuni esempi: 11 dicembre 1985 Milan-Waregem 1-2, 22 aprile 1990 Verona-Milan 2-1 e 4 dicembre 1996 Milan-Rosenborg 1-2

E il brutto è che il libro arriva solo fino al 2001, pensare che mancano il Liverpool in una mitica finale e con essa, in Champions League autentiche spettacolari imprese come con il Deportivo La Coruna, il Bordeaux, il Barça, L’Atletico Madrid, senza contare le varie anche in ambito nazionale, su tutte il Derby del 29 agosto 2009 Milan-Inter 0-4

Gli ultimi due capitoli sono la celebrazione dell’anti-berlusconismo, in primis Brian Laudrup, uno dei tanti stranieri del Milan, che ebbe l’ardire di esporsi “Non è giusto unire politica e sport come sta facendo Berlusconi”, tant’é che fu ceduto per primo alla prima sessione di mercato possibile. 

Un piacevole libro, che giustamente si adatta non solo per i tifosi nerazzurri, ma anche per tutti quelli che odiano il Milan, l’unica nota stonata, è l’eccessivo accanimento da parte dell’autore dichiaratamente di sinistra contro Berlusconi, probabilmente il presidente rossonero avrà abusato più volte del suo strapotere, così come si può non condividere tanti suoi pensieri e approvare certi suoi comportamenti da cui è meglio prendere le distanze, ma questo libro forse avrebbe dovuto esulare dalla parte politica e proseguire la rotta solo contro il Milan. 

Autori: Tommaso Pellizzari 
Editore: Limina 
Anno di pubblicazione: 2001 

22/set/2014

I nuovi contratti

Anno nuovo, squadra nuova, analizziamo in dettaglio anno per anno i giocatori e i relativi contratti, tutti in scadenza il 30 giugno di ogni anno; leggermente più sotto i principali giocatori in prestito e le corrispondenti scadenze: 

2015 Berni, Campagnaro, Carrizo, Jonathan, Osvaldo. 

2016 Handanovič, Juan Jesus, Krhin, Mazzarri, M’Vila, Nagatomo, Palacio. 

2017 Andreolli, Bonazzoli, Donkor, Kovačić, Kuzmanović, Guarin, Mbaye, Obi, Puscas, Vidić. 

2018 D'Ambrosio, Hernanes, Icardi, Medel, Ranocchia. 

2019 Dodô. 


2015 Crisetig, Olsen, Pasa. 
2016 Alborno, Álvarez, Bessa, Duncan, Pereira, Spendlhofer. 
2017 Bardi, Belec, Benassi, Crisetig, Di Gennaro, Schelotto, Taider. 
2018 Biraghi, Botta, Garritano, Laxalt, Longo. 

Analizzando la situazione si può notare che 5 giocatori saranno in scadenza al termine di questa stagione, secondo me Berni sarà riconfermato per un altro anno, Campagnaro sicuramente andrà via (sia per limiti di età, che perché non rientra nel progetto, già quest’anno si è cercato in tutti i modi di piazzarlo), Carrizo salvo sorprese potrebbe anche proseguire (da valutare per lui l’ipotesi di giocare anziché fare riserva, oppure tornare in patria), Jonathan si vocifera rinnoverà a breve fino al 2017/18 e infine Osvaldo, che se tutto andrà bene sarà innanzitutto riscattato (ora in prestito) e quindi prolungato. 

Durante la stagione probabilmente avverranno i prolungamenti anche di alcuni in scadenza 2016, su tutti quantomeno Handanovič e Juan Jesus

06/set/2014

La numerazione

Come ogni inizio di stagione, analizziamo i nuovi numeri di maglia degli elementi che compongono la rosa nerazzurra per la stagione 2014/15:

1 Samir Handanovič 
2 Jonathan Cícero Moreira
5 Juan Guilherme Nunes Jesus
6 Marco Andreolli 
7 Pablo Daniel Osvaldo 
8 Rodrigo Sebastián Ignacio Palacio 
9 Mauro Emanuel Icardi Rivero
10 Mateo Kovačić 
13 Fredy Alejandro Guarín Vásquez
14 Hugo Armando Campagnaro 
15 Nemanja Vidić 
17 Zdravko Kuzmanović 
18 Gary Alexis Medel Soto
20 Joel Chukwuma Obi 
22 José Rodolfo Pires Ribeiro detto Dodô 
23 Andrea Ranocchia 
24 Giacomo Sciacca 
25 Ibrahima Mbaye 
28 George Alexandru Puscas
30 Juan Pablo Carrizo 
33 Danilo D'Ambrosio
44 Rene Krhin 
46 Tommaso Berni 
54 Isaac Opoku Donkor 
55 Yuto Nagatomo 
88 Anderson Hernanes de Carvalho Viana Lima
90 Yann M’Vila
95 Davide Costa 
96 Andrea Palazzi 
97 Federico Bonazzoli 

Che dire, dopo aver perso la numero 3 in onore di Facchetti, da quest’anno dopo il ritiro di Zanetti abbiamo perso anche la numero 4, per il resto poche novità, i “vecchi” hanno mantenuto la numerazione che avevano anche nella scorsa stagione, mentre tra i nuovi a parte il 46 di Berni, il 90 di M’Vila e l’amato 15 di Vidić, spicca il suggestivo 22 di Dodô che, per anni abbiamo abbinato a Milito, il 25 di Mbaye ex Samuel e il 18 di Medel, in onore del suo conterraneo (Cile) Iván Zamorano, che tanto aveva fatto bene in nerazzurro con il medesimo numero. A proposito di nuovi, si spera che la casacca numero 7 la smetta di portare sfortuna a chi la indossa dopo il ritiro di Luís Figo, che con Osvaldo sia la volta buona; in compenso abbiamo perso la numero 11 ora vuota.